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Roma, 7 ago – La saga della nomina del presidente della Rai sembra non vedere la fine. Un nuovo capitolo è stato scritto oggi, con la lettera che la Commissione di Vigilanza ha inviato al cda di viale Mazzini. Nella lettera c’è scritto che, alla luce dei pareri legali raccolti dalla bicamerale stessa, si invita a procedere al più presto con l’indicazione del presidente e ad astenersi, nel frattempo, dal compiere atti al di fuori dell’ordinaria amministrazione, come ad esempio le nomine.
Ma in Rai lo stallo è sulla figura di Marcello Foa. La Lega del vicepremier Matteo Salvini tira dritto, afferma che l’unico candidato è lui e che non è disposta a cambiare nome, affidando al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, il compito di convincere Berlusconi e Forza Italia a votarlo. Un’impresa che si preannuncia ardua dato che, dopo il commento di Giorgetti che da cattolico spera in un “pentimento di Berlusconi”, Forza Italia ha replicato mediante il suo membro in Commissione di Vigilanza Patrizia Marrocco: “Al sottosegretario Giorgetti che invoca il ‘pentimento’ di Silvio Berlusconi facciamo sommessamente notare che sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico”.
Dal canto suo l’altro vicepremier Luigi Di Maio afferma: “Il tema è che per eleggere il presidente della Rai ci vogliono due terzi delle forze politiche della commissione di Vigilanza. Per me, finché non si troverà un’intesa tra i gruppi, è inutile rimandare un nome alla commissione di Vigilanza”. E a proposito di Foa afferma: “Nessuno può dire che è una persona di partito, è un giornalista che si è distinto con la sua indipendenza”. Intanto il cda è stato convocato per domani, mercoledì, alle ore 16. Insomma, anche Di Maio ammette che lo stallo va sbloccato. E con urgenza. A questo punto cominciano a spuntare le indiscrezioni su un possibile piano B, che danno Giovanni Minoli in pole position per la presidenza dato che su di lui non pende alcun veto da parte di Berlusconi.
Anna Pedri



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3 Commenti

  1. Io credo che se nel 2018 dobbiamo ancora discutere quale parte politica mettere a capo della rai vuol dire che ne vale la pena non mollare sul fatto che debba essere nominato un indipendente.
    Tutto questo interesse non fa altro che confermare (anche se banale) il fatto che c’è l’interesse di politicizzare un ente che arriva a tutti e che fin dal dopoguerra ha giocato un ruolo importante nell’indirizzare le decisioni politiche del popolo italiano.
    Anche qui si gioca un ruolo importante per rimettere sui giusti binari uno strumento atto alla sovranità della nostra povera Italia al di là degli schieramenti politici.

  2. Allora a Berlusconi, che attualmente ha tre televisioni, non piace il nome di Foa che peraltro scrive qualche articolo su un suo quotidiano e non piace neppure al pd che per chissa’ quale legge ha raitre e “influenza” le altre due. Il signor Foa è cresciuto nella scuola di Montanelli ed ora è un paladino delle crociate contro le balle notizie (fake news) che sono sfornate e coordinate … beh basta leggere il suo libro o per es. seguire alcune vicende tipo la guerra in Siria, il business dell’immigrazione ecc.
    Se si aggiunge che non ha scheletri nell’armadio: ha criticato Mattarella … bisognerebbe dargli una medaglia.
    Comunque speriamo che al di là delle pressioni politiche la RAI riprenda a fornire al pubblico qualche programma di valore e non contribuisca alla telespazzatura.

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