Roma, 8 giu – La mascherina ancora obbligatoria a scuola, anche durante gli esami di Maturità, anche con temperature tra i 30 e i 40 gradi. Per il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, riportato anche da Tgcom24, anche quando si ripartirà a settembre. Il pensiero spontaneo “senza pietà”, in chi scrive, scorre potente.

Mascherina a scuola, “educa alla sicurezza”. E la sanità mentale?

Così Bianchi sulla questione: “A settembre abbiamo deciso di aprire la scuola in presenza con un patto tra noi: garantire il massimo della sicurezza per il vicino di banco e la mascherina è un simbolo di questo patto“. E sulla Maturità dice che “pensiamo al fatto che stiamo andando a fare esami regolari”. Inoltre, “ringrazio i ragazzi, le ragazze, gli insegnanti e il personale della scuola: chiudiamo oggi in serenità un anno difficile. Bene abbiamo fatto a tornare in presenza, era importantissimo e ho visto tanto entusiasmo”. Li ringrazi pure, ministro Bianchi. Magari se pensasse anche ai traumi di sanità mentale che ha generato e continua a generare questa situazione, sarebbe decisamente meglio. Ma a quanto pare le conseguenze peggiori è meglio non menzionarle nemmeno. E soprattutto non reagirvi.

Tra lockdown e restrizioni varie, i traumi di molti giovani

“Ci sarà una nuova normalità”, dice Bianchi. Già. Perché “non si tratta di tornare alla normalità: ci sarà una nuova normalità che deve mettere il nostro Paese nella condizione di pensare che la scuola è centrale, che i nostri insegnanti sono fondamentali per la vita del Paese, un Paese che non può abbandonare più nessuno. Si torna a una nuova vita collettiva in cui la scuola deve essere al centro”. Quante belle parole, ministro Bianchi. Quanti bei patti. Ma la mascherina deve a tutti i costi rimanere, per una malattia le cui statistiche ormai sono stranote da anni, per cui c’è stata un’invasione di vaccini e per cui i giovani praticamente non rischiano nulla. Ma continuiamo pure ad opprimerli, incuranti degli allarmi che le statistiche sulla sanità mentale degli adolescenti (motivo anche di tentativi di suicidio spesso tralasciati) a causa della gestione del Covid hanno messo in luce negli ultimi mesi. Educazione alla sicurezza, maleducazione al rispetto della crescita e della vita, a quanto pare.

Alberto Celletti

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