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Blangiardo (Istat) lancia una speranza: “Non è impossibile far ricrescere la natalità”

by La Redazione
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natalità

Roma, 5 mag – La natalità in Italia può ricrescere. Esiste una speranza, almeno secondo Gian Carlo Blangiardo, intervenuto a 24Mattino su Radio 24.

Natalità: “Non è impossibile risollevarla”

L’Italia è in crisi demografica ormai da decenni. Attualmente, il nostro Paese registra solo 1,25 figli per donna, ben al di sotto del ben noto “tasso di sostituzione” (ovvero 2 figli per donna). Secondo il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo, però, “non è impossibile invertire tendenza o almeno bloccare la dinamica decrescente”, e si dice “ottimista” sulla situazione, pur drammatica, che viviamo ormai da troppo tempo.

“Oggi c’è più attenzione e sensibilità anche dal mondo della politica” sul problema delle nascite, dice Blangiardo. Che poi aggiunge: “Credo che si possono fare delle cose e invertire le tendenze. Oggi il numero medio di figli per donna è di 1,25, quindi non si arriva a quel 2 figli per donna che servirebbe per il ricambio generazione, una situazione che va avanti dal 1977. Quindi sono più di 40 anni che viaggiamo sotto il livello di ricambio. Se comunque dovessimo, con molto ottimismo, dovessimo immaginare un rialzo da 1,25 a 1,9 il numero dei nati arriverebbe al mezzo milione, questo perché c’è un effetto struttura della popolazione, se ci sono pochi nati nel passato ci sono pochi potenziali genitori futuri”.

Una Nazione sull’orlo dell’estinzione

Siamo un Paese sull’orlo dell’estinzione da decenni, praticamente dal “baby boom” degli anni Sessanta del secolo scorso. Un fenomeno che non è spiegabile solo in termini economici, considerata la crisi che coinvolge tutto il mondo occidentale e non soltanto casa nostra. La natalità è infatti molto più alta in nazioni che non sono certamente ai massimi livelli di benessere mondiale (come quelli del Medio Oriente o del cosiddetto “terzo mondo”), mentre dalle nostre parti arranca senza avere mai un scampolo per “respirare”. Contribuisce anche la demonizzazione del concetto di famiglia (a meno che non sia di “ispirazione lgbt”) e, in generale, una cultura di massa improntata all’esaltazione della vita da single, senza figli e – in estrema sintesi – senza responsabilità.

Alberto Celletti

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4 comments

fabio crociato 5 Maggio 2022 - 2:50

A.Celletti, riflettiamo sul serio, qual’ è il “benessere mondiale” ?! Freni a disco, la nuova teoria del benessere e del valore o la scriviamo noi o la scrivono altri ! Solo dopo possiamo parlare di future generazioni ampliabili o meno.

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Manlio Amelio 5 Maggio 2022 - 4:00 Reply
Urvolk 5 Maggio 2022 - 9:37

C’è anche una motivazione molto più nobile per non procreare, anche se minoritaria. Si tratta di non costringere un essere innocente all’esistenza in questa società degenerata e in questa epoca orribile.
Astenersi dalla procreazione significa non perpetuare dolore e sofferenza, è una scelta di magnanimità e responsabilità verso chi non può dare il proprio consenso. Chi è preoccupato per la contrazione demografica non pensa, però, che i bambini oggi sarebbero solo carne da macello per la Sovversione.

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jenablindata 6 Maggio 2022 - 3:19

“Oggi il numero medio di figli per donna è di 1,25, quindi non si arriva a quel 2 figli per donna che servirebbe per il ricambio generazione, una situazione che va avanti dal 1977”

da quando è stata fatta la riforma del diritto di famiglia del 1975 si è sfasciato tutto.
ma chi sa perchè,eh?*

poi con il diritto all’aborto libero del 1978 si è perfezionato il tutto…
(meno SEI milioni di persone,finora…e solo in italia:questo è il risultato netto di questa legge)

e adesso che (ovviamente)
la natalità ci sta facendo estinguere,
e gli uomini si sono rotti le scatole di
tirare la carretta per uno stato che NON li tutela in nessun modo
e per una moglie che sta con te solo fin quando ne ha voglia…
ma poi ti dà una scarpata nel sedere e pretende di prenderti tutto (ed essere mantenuta a vita)
e
figli che quasi non ci sono – perchè le gentili signore sono troppo impegnate a divertirsi e non vogliono rompersi la schiena….
e quando ci sono sono solo un costo per la famiglia…
anzichè un guadagno,come erano fino al 1950

infine per completare la distruzione delle relazioni,
hanno pensato bene di mettere una bella lapide sopra il popolo italiano:
portando avanti leggi di genere,
codici rossi,
femminicidi sparati ovunque,
e dulcis in fundo…
la legge cirinnà che cerca di reintrodurre dalla finestra obblighi e doveri a senso unico
che gli uomini hanno buttato fuori dalla porta (disertando in massa i matrimoni)
con il risultato che adesso sono in agonia pure le convivenze.

e il presidente dell’ISTAT crede di poter invertire la tendenza?
è un povero illuso:dovrebbero demolire metà dell’impianto giuridico civile,
togliendo diritti alle donne,per restituirli agli uomini…
E dovrebbero fare una inversione culturale a 180 gradi,spingendo per matrimonio e famiglie numerose
almeno quanto hanno spinto per demolirle,
e per lo stesso tempo.

io la vedo quasi impossibile.
NO,hanno giocato con il fuoco e hanno tragicamente
PERSO:
nei prossimi trent’anni…
di italiani veri in italia ne rimarranno meno della metà,di cui FORSE un terzo,composto da giovani in età riproduttiva..di cui metà sono donne.
come va a finire entro 50 anni è chiaro a chiunque sappia far di conto.

e gli italiani che hanno dato forma al mondo,finiranno sui libri di storia…
come gli etruschi.

*quella riforma
era il prodotto di camera e senato di allora,ed era obiettivamente equilibrato.
poi successive sentenze della magistratura (che in italia fanno giurisprudenza)
in decine e decine di cause portate avanti da altrettante arpie vestite da ex mogli,
hanno ampliato a dismisura i diritti delle mogli,comprimendo quelli dei mariti…
fino al punto che ormai per un uomo dentro un matrimonio non c’è rimasto niente,
solo doveri:
pesanti,continuativi e a lunghissimo termine.
e come è ovvio il giocattolo si è rotto,e oggi gli uomini si stanno tirando indietro
da ogni e qualsiasi impegno verso le donne,visto che non ne hanno più alcuna convenienza.

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