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Roma, 4 ago – Oltre 17 ore di volo complessive, 22 stati americani attraversati con una rotta che ha disegnato il profilo del Boeing 787 Dreamliner. Una geniale operazione di marketing, quella studiata dalla compagnia statunitense e che, complici i servizi di tracciamento radar come flightradar24, sta facendo letteralmente il giro del mondo.



rotta boeing 787Il volo BOE004 è partito ieri alle ore 15.30 locali da Seattle – storica sede produttiva della società – e lì è ritornato alle 9:30 del mattino successivo, dopo aver percorso migliaia di km per testare, questa la motivazione ufficiale, la tenuta dei nuovi motori Rolls Royce. Non è comunque escluso che la scelta di seguire un tracciato che ricalcasse fedelmente le linee del 787 possa essere una scelta propagandistica dovuta anche alle problematiche riscontrare dell’ultimo arrivato in casa Boeing, a partire dal 17 gennaio 2013 quando tutti gli esemplari in servizio vennero bloccati a terra in attesa di risolvere alcuni gravi pecche relative alla sicurezza.

Superati i problemi, la celebre azienda americana ha ripreso a pieno ritmo la produzione – quasi 1300 gli ordini a fronte di soli 600 esemplari, ciascuno dei quali costa fra i 200 e i 300 milioni di dollari, ad oggi consegnati – nei quali c’è anche molta, moltissima Italia. Alenia Aermacchi (gruppo Leonardo Finmeccanica) produce infatti, negli stabilimenti di Foggia, Grottaglie, Pomigliano e Venegono Superiore, gli stabilizzatori di coda, alcune sezioni di fusoliera e le gondole dei motori, mentre la Magneti Marelli fornisce buona parte del cablaggio interno. In totale, quasi il 30% del Dreamliner è made in Italy, segno di un forte apprezzamento da oltreatlantico per la qualità della meccanica aeronautica tricolore che, dopo il poco lungimirante rifiuto di entrare all’epoca nella compagine Airbus, è riuscita a mantenere la propria forte presenza nel settore.

airbus dito medio boeingE proprio ad Airbus, che fra alti e bassi reciproci proprio con Boeing si contende la leadership mondiale, sono in molti ora a rivolgersi per chiedere una pronta risposta. C’è già chi ha lanciato l’idea: un dito medio disegnato sui cieli europei. Per ora, tuttavia, da Tolosa solo silenzio.

Nicola Mattei



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