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Pistoia, 25 apr – Ci voleva il vescovo. Si è dovuto scomodare addirittura lui per ripristinare un minimo di ordine – politico ma non solo – in quel di Vicofaro a Pistoia. Sabato scorso la signora Laura Boldrini, non più presidente della Camera bensì esponente di spicco della sinistra radicale, è stata invitata da don Biancalani a fare visita alla sua parrocchia, appunto Vicofaro, per pavoneggiarsi dello stupefacente centro di accoglienza per immigrati che ha tirato su. Probabilmente non è il momento di discutere della questione immigrazione in senso complessivo, analizzando la portata epocale di questi flussi che, al netto del giudizio personale, hanno come primo effetto quello di devastare la società del paese accogliente; non è neanche forse il caso di soffermarci sulla Spectre che, è di tutta evidenza, si cela dietro questa sorta di diaspora di afro-islamici verso l’Europa; ecco forse è il caso di lasciar perdere tutto ciò, avendone già parlato, preferendo un altro aspetto della questione, ovvero il totale scollegamento dalla realtà di don Biancalani che lo ha portato ad una persistente insubordinazione nei confronti del vescovo e delle autorità della diocesi pistoiese.
Il vescovo, all’indomani del modaiolo meeting avvenuto in chiesa, ha rilasciato un comunicato sotto forma di articolo della diocesi in cui ribadisce che “gli ambienti parrocchiali e tanto più le chiese, non possono essere utilizzati per manifestazioni, conferenze, dibattiti e incontri di carattere politico in senso stretto né in particolare organizzati da partiti politici o associazioni e movimenti ad essi afferenti”, essendo venuto a sapere che “la sig.ra Laura Boldrini, non più Presidente della Camera dei deputati ma esponente di spicco di un partito politico, ha tenuto una conferenza nella chiesa di Vicofaro, insieme ad altri rappresentanti politici”. Per tanto il vescovo “esprime tutto il suo disappunto per l’accaduto e richiama i parroci alle loro responsabilità affinchè cose del genere non abbiano a ripetersi, né a Vicofaro né in altre parrocchie della diocesi”.
La Chiesa ha i suoi spazi, inviolabili ed unici. La politica, voce e braccia dello Stato, ne ha altre, differenti e anch’esse inviolabili. Non può esistere, né avvenire, un meccanismo per cui le due sfere si saldino l’una con l’altra, facendo trasformare i preti in politici e i politici in preti. Lasciando che un parroco tenga comizi politici condannando certi soggetti a lui non graditi per certe loro opinioni, e che un politico entri in chiesa e, sedutosi sotto Gesù Cristo, parli ai fedeli da un pulpito che non gli appartiene. Siamo la miglior società al mondo anche perché la nostra libertà, la libertà di tutti noi genericamente intese viene garantita tramite la avvenuta secolarizzazione: il distacco della sfera del sacro da quella del profano. La cultura di un popolo, è evidente, non per questo deve sparire o finire sotterrata, ma è evidente che gli affari che la politica si trova a dover trattare non possono passare dal vaglio delle istituzioni religiose.
La fede in qualcosa di più alto, di unico, di onnipotente è fatto che riguarda la sfera privata di ognuno di noi. La morale cristiana, e cattolica, non può in alcun modo uscire da questo perimetro e, insinuandosi ove non gli compete, incanalare il consenso politico delle persone in una direzione o in un’altra. Don Biancalani questo non lo vuol capire, avendo inteso come missione della vita l’accoglienza di clandestini e l’elargizione di una falsa carità cristiana che sfocia, inevitabilmente, in un caos pazzesco. Sono avvenuti tre arresi per spaccio tra i ragazzi da lui accolti, e in tutti i casi egli ha pronunciato parole vaghe sul passato terribile che quei ragazzi dicono di aver vissuto. Finisce insomma per anteporre al sua morale al percorso che la legge deve fare in uno Stato di diritto, ovvero, in questo caso, punire severamente chi delinque. È oltretutto inaccettabile il suo fare assolutorio proprio per la condizione particolare di quei ragazzi: lo disse perfino la Serracchiani del Pd ed è il caso di ribadirlo: il reato commesso da un immigrato è più odioso di quello commesso da un italiano, e non è il caso di spiegarne il motivo.
In seno alla sua parrocchia si è formata una congrega di esaltati che si fanno chiamare “Assemblea permanente antifascista e antirazzista”. Sorvolando sul fatto che si tratta di mitomani non esistendo più da un pezzo il fascismo in Italia, sono da leggere i loro interventi per capire il grado attuale di follia. È forse sufficiente ricordare che, all’indomani di uno degli arresti per spaccio sopra citati, intervennero con un comunicato in cui affermavano che la colpa è nostra: sia perché il pocket money che garantiamo ai clandestini è insufficiente, sia perché il parlamento non ha depenalizzato lo spaccio di droghe leggere. Tesi immediatamente ripresa da don Biancalani il quale, essendo anche professore di religione in un liceo della città, non perse tempo e alla prima lezione che tenne a scuola raccontò ai suoi studenti quanto fosse necessario tale provvedimento legislativo. Il vescovo si duole della presenza di questi invasati che fanno attività in parrocchia, ed è evidente che la loro presenza sia strettamente collegata a don Biancalani: questa associazione nacque nell’agosto 2017, all’indomani della discussione sui migranti portati in piscina dal parroco.
Sebbene la sinistra abbia ricevuto una labbrata elettorale epocale, prosegue nel suo cammino di indottrinamento, rifacendosi la carta di identità e passando da mangiapreti a sua amica di merende. Ma il tempio resta sacro perché non è in vendita.
Lorenzo Zuppini



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3 Commenti

  1. Come Cristiano Cattolico resto basito e schifato dall’operato di certi “pastori” e dal comportamento di certi “fedeli”. Cristo parla di prossimo di fratelli riguardo sopratutto chi fa parte della Comunità, della Chiesa da lui fondata. Certo non ci si deve sottrarre dall’ soccorrere ed aiutare ogni essere umano, ma non prima di aver supportato sfamato e vestito chi ci appartiene che fa parte della nostra Comunità intesa anche come Nazione. In un passo del Vangelo Cristo afferma di “mandarci come pecore tra i lupi” ed ancora ci insegna la misericordia per ogni persona, ma anche “…ecco chi ha un mantello o qualsiasi altro bene lo venda e si compri una spada, affinché possa difendere la sua casa e chi ci abita.”. Al contrario dell’Islam che impone la sottomissione Cristo ci invita a scegliere, anziché alla conquista Egli ci invita a difenderci da coloro che hanno intenzione di farci del male e di sottometerci. Inoltre questo pretonxo, come altri, si scorda di “Dare a Dio ciò che è di Dio ed a Cesare ciò che è di Cesare”. Ma con un Papa come Bergoglio non c’è da meravigliarsi. Chiese usate per “tristi spettacoli d’arte varia” preti ballerini canterini all’ interno di spazi sacri sono consuetudine. Vorrei vedere se portassi un prete a leggere brani di Vangelo al Parlamento o benedire quelle muffite stanze…
    Preti come Biancalani, Gallo,Mazzi o monsignor come Paglia od i vescovi inglesi che non spendono parola per difendere la sacralità della vita (vedi il piccolo Alfie)la nostra tradizione Cristiana ed il suo predominio in occidente contro ideologie mondialiste immigrazioniste e tese ad annullare ciò che siamo, sono pastori inutili se non dannosi. Il mio 8 per mille non lo vedono da anni ne rivedranno per molto tempo.

  2. Biancalani è un sovversivo che si fa scudo della tonaca. Ho idea che un giorno non lontano dovrà rendere conto delle sue malefatte. E sarà fatto a fette come una porchetta. D’altronde lui è una porchetta.

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