Roma, 17 mag – I prezzi dell’energia importata a marzo esplodono, come riporta Tgcom24.

L’energia importata costa sempre di più

Il mese è marzo, l’anno il 2022. L’argomento è quello caldo degli ultimi tempi, l’energia. Nella fattispecie, l’energia importata. I cui prezzi scoppiano, divampano, crescendo del 2,5% su base mensile e di ben il 19% su quella annua. I dati, quelli Istat. Un’energia “complicata” per usare un eufemismo, ma realmente un dramma che la guerra ucraina ha approfondito in modo pericolosissimo, visti i danni per tutta l’economia. I prezzi all’importazione delle fonti energetiche, infatti, sono cresciuti del 5,6% a febbraio e del 72,5% a marzo. I costi al netto dell’energia registrano invece un aumento dell’1,8% su base congiunturale e dell’11,4% su quella tendenziale.

L’import cresce anche di quantità

Cresce il costo, ma anche la quantità dell’import. Sempre a marzo e sempre secondo l’Istat, le importazioni energetiche in Italia sono aumentate del 4,6% rispetto al mese di febbraio 2021 e addirittura del 157,7% a marzo, sempre dell’anno precedente. Secondo le analisi dell’Istituto l’aumento generale delle importazioni (un valore del 38,8%) si spiega per un 11,4% con l’aumento dell’import di gas naturale e petrolio in stadio di greggio. Inoltre,  “il saldo commerciale energetico è negativo a marzo per 8.065 milioni mentre il saldo è negativo per di 21.832 nel primo trimestre”.

Alberto Celletti

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