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borse effetto brexit sui mercatiMilano, 28 giu – L’azionario globale nei giorni scorsi è stato affossato dall’effetto Brexit tanto che, tra venerdì 24 giugno e lunedì 27 giugno, stando a quanto risulta dai dati di S&P Global, i mercati di tutto il mondo hanno accusato una perdita superiore ai 3 mila miliardi di dollari di capitalizzazione. Si tratta del peggiore calo mai riportato, peggiore anche rispetto a quello accusato nei giorni di massima tensione della crisi finanziaria del 2008. La sterlina è crollata al minimo in 31 anni e anche l’euro è stato oggetto di speculazione con massicce vendite. E’ probabile che la massiccia domanda di asset rifugio da parte degli investitori possa superare l’offerta, il che significa che si prevede un forte boom di yen, dollaro, bond governativi e oro. La Borsa di Milano si è confermata la peggiore in Europa e, dopo aver ceduto oltre -12% nella sessione di venerdì, è capitolata lunedì di un altro -4%.



Sotto attacco in particolar modo le banche. Le borse asiatiche sono riuscite a resistere, con la Borsa di Tokyo che è comunque risultata positiva. Sotto pressione Sidney e Hong Kong, ma i ribassi non hanno avuto nulla a che vedere con quelli accusati dall’azionario europeo e statunitense. Ma oggi è la giornata del riscatto e l’indice Ftse Mib della Borsa di Milano rimbalza di quasi il 4%. L’euro recupera terreno e riagguanta quota 1,10 sul dollaro. Anche la sterlina quest’oggi è in ripresa con una quotazione che si aggira attorno all’1,33 sul dollaro. Sul fronte delle materie prime, il petrolio scambiato a New York è sotto pressione poco sotto $49, mentre il Brent sale riavvicinandosi a quota $48. Oro fa dietrofront attorno a $1.320 l’oncia. Ci si chiede a questo punto se il rimbalzo positivo registrato quest’oggi sia solo un episodio o se effettivamente il danno connaturato dalla Brexit sia realmente insanabile da un punto di vista economico-finanziario.

I prossimi giorni di questa settimana si riveleranno a tal proposito indispensabili per ragionare a bocce ferme. Quel che è certo è che l’isteria dei grossi speculatori borsistici la faccia sempre da padrone. L’impressione è che si sia verificata una imponente ventata di vendite a seguito di un allarmismo ingiustificato su scala globale. I media, non esenti da colpe, hanno fatto da amplificatore veicolando paure e illazioni sull’effetto che avrebbe provocato Brexit. Il fatto peraltro che Piazza Affari sia stata la peggiore in Europa conferma questa tesi. Non dimentichiamoci che la Borsa di Milano è al 99% controllata dal gruppo London Stock Exchange. Come a dire, una testa di ponte britannica in terra europea. Delle due una: o gli inglesi sono diventati autolesionisti oppure da queste pesanti perdite ci hanno guadagnato i soliti pescecani della City.

Giuseppe Maneggio

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