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Roma, 9 mag – La Polizia s’incazza. E fu così che Roberto Saviano riuscì a farsi denigrare persino dall’account Twitter della Polizia di Stato, dopo che il “bardo cosmopolita” re dei tweet passivo-aggressivi ha lanciato – non sappiamo se dall’attico di Nuova York -, i suoi strali commentando i fatti di Casal Bruciato, dove, ricordiamo, nei giorni scorsi i residenti del quartiere periferico romano si sono sollevati per una ingiusta assegnazione di una casa popolare a una famiglia di 14 nomadi di origine bosniaca.


Nel tweet Saviano polemizza contro una fantomatica “mano morbida” del ministro dell’Interno Matteo Salvini con i militanti di CasaPound Italia che hanno guidato la protesta, mentre lamenta una disparità di trattamento della Polizia di Stato verso i militanti dei centri sociali che ieri si sono riuniti in una contromanifestazione in favore della famiglia rom, causando disordini e minacciando i residenti: “Parole ambigue dal Ministro Della MalaVita su Casal Bruciato per non indispettire i cani feroci di CasaPound che minacciano donne e bambini. E la Polizia di Stato, che sequestra striscioni e telefonini, ridotta a servizio d’ordine per la campagna elettorale di un partito. Che pena”. Insomma il solito piagnisteo savianesco a cui siamo ormai abituati. Quella inaspettata, invece, è stata la risposta – dai toni durissimi e forse non proprio “istituzionali”, ma che non ha mancato di raccogliere una valanga di consensi – arrivata subito dopo direttamente dall’account della Polizia di Stato:

Insomma, persino le forze dell’ordine non ne possono più delle frecciate supponenti dell’autore di Gomorra. 

Cristina Gauri

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