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Roma, 28 giu — Non sapendo più con chi prendersela e chi colpevolizzare per qualche fantomatico «privilegio», i liberal-progressisti hanno deciso lanciare una crociata contro i belli, colpevoli — a loro detta — di togliere opportunità ai brutti. Tutto parte da un editoriale del New York Times in cui vengono stigmatizzate presunte «discriminazioni sociali» di cui i meno belli sarebbero vittime. L’articolo, intitolato Perché è ok essere meschini con i brutti? è a firma dell’editorialista David Brooks.



Signore e signori, il lookismo

La tendenza sociale a privilegiare i belli, tenetevi forte, avrebbe il nome di lookism. Un termine pressoché intraducibile in italiano, a meno che non lo si voglia chiamare «aspettismo», termine agghiacciante che facciamo volentieri a meno di usare. Morale della favola, ogni giorno spunta un nuovo -ismo o -fobia paranoide contro la quale siamo costretti a battagliare. Perché stampa e social media rimangono in silenzio di fronte alla piaga dilagante della bellezza che vince socialmente sui brutti, si chiede incredulo Brooks?

La dura vita dei brutti

Dati alla mano, il giornalista ci spiega che i brutti hanno meno possibilità di trovare un lavoro, di superare un colloquio di assunzione e di essere promossi a scuola. Il divario salariale rispetto ai belli è simile a quello riscontrato tra i bianchi e gli afroamericani. Infine i brutti guadagnano, nel corso della loro vita, quasi 250.000 dollari in meno rispetto ai belli. «Gli effetti discriminatori del lookismo», punta il dito Brooks, «sono pervasivi. Una persona poco attraente perde quasi un quarto di milione di dollari di guadagni nel corso della vita rispetto a una attraente». Non solo: le persone più attraenti hanno anche maggiori probabilità di ottenere prestiti bancari e sarebbero, come prima impressione, considerate più competenti e intelligenti dei brutti. Addirittura, rincara i NYT, «i criminali brutti che commettono reati minori tendono a essere puniti più severamente dei belli».

Come ci si difende dal lookism? Riempiendo le pubblicità di brutti, per esempio. Un po’ come ha fatto Victoria’s Secret, che ha silurato i suoi angeli in favore di un «collettivo» di donne della porta accanto dalla fattezze fisiche più ordinarie. «Se è Victoria’s Secret a rappresentare la punta avanzata della lotta contro il lookism, significa che tutti noi abbiamo parecchio lavoro ancora da fare».

Cristina Gauri



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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

6 Commenti

  1. Quante scemenze. Queste persone pensano che la gente sia una massa di trogloditi che segue tutto quello che la televisione gli fa vedere. Considerano i loro lettori e spettatori come spazzatura subumana.
    Pensano che mostrandogli tanti gay nelle serie Tv.. diventino tutti sostenitori lgbtz, gender.. infatti chi si è rotto, al contrario ha cancellato i loro abbonamenti perchè mettevano scene gay (a minchia..) dove non c’entravano niente, rovinando la trama.
    Potrà anche essere vero che una minima parte della popolazione segue “le mode” ma la bellezza è basata su parametri di “armonia del viso” che spesso possono essere studiati a tavolino, e ci sono molti studi scientifici a riguardo..
    Non per niente, un sorriso con un bel viso, armonico, senza asimmetrie eccessive, trasmette sensazioni diverse alla maggioranza della popolazione rispetto allo stesso sorriso sdentato e maloccluso.
    Provate a fare vedere la foto a mille donne di Alvaro Vitali da una parte e di Brad Pitt dall’altra.. donne che non hanno mai visto un programma televisivo, la stragrande maggioranza(per non dire tutte, ma le eccezioni non fanno statistica) preferiranno il secondo al primo. Da qualsiasi cultura vengano queste donne, vedrete che i risultati saranno gli stessi. Parliamo di estetica ovviamente.. se poi un ricco brutto, viene sposato perchè ricchissimo, andiamo al di fuori della selezione estetica, non c’entra col mio discorso.
    Non per niente, le persone con asimmetrie estreme, vengono usate per fare film horror o da ridere(escludendo l’horror figo che è una nuova tendenza.. ma qui il “mostro” viene visto come “un bel tenebroso” che piace a tutte, e deve trasmettere empatia, quindi parliamo di una tendenza diversa).
    Fate vedere a dei bambini, che non sono schiavi di alcuna cultura o lookism o stupidaggini varie, una foto di una persona deforme, di solito le reazioni sono: mettersi a ridere (se ridicolo) oppure a piangere (se spaventoso).
    Perchè? perchè ci sono dei paramentri di “armonia di un volto” che non dipendono dalla cultura, ergo.. cambiare un programma tv non cambia le preferenze.
    Poi scommetto che è una scusa pseudo-femminista per mettere le donne brutte al pari delle modelle.. non lo dicono ma le “femministe complessate” secondo me è questo che vogliono.
    Uomini di aspetto mediocre sono sempre stati usati per fare film comici(le asimmetrie del viso usate per far ridere) film horror e altro, ma quasi mai(per non dire mai) per fare i modelli oppure per un ruolo sentimentale che avrebbe un Tom Cruise.. per dire. Non mi pare che nessuno si sia mai lamentato per questo, anzi.. se lo faceva gli davano del misogeno, le stesse fan degli “ismi”.
    Due pesi e due misure.. Non fatevi fregare un’altra volta da quelle che parlano di -ismi denunciano presunte discriminazioni(solo verso di loro) ma vogliono solo “dominare gli altri” oppure avere posti di lavoro che non meritano. Insomma: a prescindere da quello che pensiate sull’opportunità di chi è più bello o meno.. queste battaglie basate su presunti “ismi”, sono spesso false e vogliono ottenere l’opposto di quello che dicono.

  2. P.s: Quando ho detto che la selezione estetica non dipende da fattori culturali, nella maggior parte dei casi, ho voluto rispondere a chi ha detto : “Come ci si difende dal lookism? Riempiendo le pubblicità di brutti, per esempio. ” Mi sembra che abbia detto una sciocchezza pazzesca.

    Per questo ho fatto il paragone con chi ha riempito di scene gay molte serie tv.. ottenendo l’unico risultato di renderle inguardabili. Insomma: l’argomento “armonia del viso” e “cosa trasmette a chi lo guarda”, è molto più complesso. Quando si parla di “ismi”, di solito, si intende che esistano presunte discriminazioni che partono per lo più da “basi culturali”, invece la “preferenza estetica”, soprattutto se guardata nei termini estremi in cui la ho messa io (una persone deforme da una parte e una stupenda dall’altra), è presente in moltissime culture diverse e ha motivi che in parte sono stati studiati anche a livello scientifico, che niente hanno a che fare con lo spettacolo e la scelta degli attori. Anzi.. casomai.. la scelta degli attori è una conseguenza di cose che sono riconducibili all’armonia del viso.. non il “viceversa”.
    Invertitendo causa ed effetto, non si risolve niente, si creano solo più danni, secondo me.

    P.s: è il mio parere.

  3. In conclusione, chiedo scusa per la lunghezza, ma vorrei chiarire prima che venga compreso male:
    Per me la penalizzazione di persone esteticamente brutte può esistere.. solo che deve essere guardata da un altro punto di vista:
    1)non si risolve riempiendo di brutti le pubblicità(magari i soliti raccomandati che toglierebbero il posto ad altri brutti.. No.. il posto deve averlo chi lo merita). Il sistema delle “quote” è orrendo e antimeritocratico.
    2)non si risolve riempiendo la tv di modelle bruttissime(questo secondo me vogliono.. dietro al politically correct c’è quasi sempre il femminismo.. ma poi chi si indigna se la gente ride di un attore deforme per la sua estetica? nessuno.. anzi.. i film di sinistra sono sempre più pieni di male-bashing verso uomini brutti, non ci credo che loro li difenderebbero. La comicità radical chic, è al 99% è basata su questo. Vi pare che cambierebbero idea? Non è credibile. Per me è una scusa per inserire 4 grassone fra le modelle. Stop. Non facciamoci fregare.
    3)Come dicevo sopra.. vedere 1000 volte in Tv la Litizz.. non te la fa piacere..
    Allo stesso modo vedere 1000 volte in Tv Lino Ba… idem. Insomma: oltre ad essere espressa male la cosa, mi sembra molto aleatoria. Per motivi scientico-statistici detti sopra.

  4. a mario sei troppo prolisso , sembra uno sbocco autoreferenziale di una sardina qualunque, qualsiasi!

    Fatte un account social e vajelo a di’ agli schizzati psicopatici dei giornaletti de sinistra che propagano

    queste stucchevoli cojonate!

  5. L’unico autoreferenziale mi pare sia tu, che ti senti in diritto di dire quali commenti vanno bene e quali no.. senza dire niente di utile sulla discussione. Io esprimo la mia senza attaccare altri commentatori. Mi sono scusato per la lunghezza.. capisco che era illeggibile.. per chi avesse problemi di comprensione.
    Meglio lo sbocco di una sardina che di un leccaculo(yes man) che da sempre ragione al suo partito(è un modo di dire). Quindi non è una offesa. Si cerca di andare “a fondo” nelle discussioni. A volte ci riesco e a volte no.. ma quello è lo scopo. Le femministe ci sono anche a destra. Non mi sembra che tu abbia capito molto dell’argomento.
    Vai a vedere anche gli annunci di lavoro con scritto “cercasi cameriere, bella presenza, max 24 anni”. Solo curriculum con foto” se qualcuno ha dubbi. L’argomento è più complesso di come pensi tu. Per questo sono “tornato indietro”, ingannato dai toni forti dell’articolo e poi mi sono dilungato.. Ultimissima cosa: Brooks è un conservatore(destra)! leggetelo l’articolo prima di commentare almeno.( A questo punto mi sento in diritto di rispondere).

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