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buffonTorino, 12 apr – Il tempo degli eredi? Ancora lontano miraggio. Gianluigi Buffon, classe 1978, nella scala del calcio sabato sera ha fornito una prestazione muscolare contro il Milan, segno che ogni parata rappresenta un elisir di lunga vita per il numero 1 della Juventus.

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Tre gli eventi chiave in quel di San Siro. Sullo 0-0 – i bianconeri vinceranno alla fine per 2-1 – Mario Balotelli si posiziona per battere una punizione dai 25 metri. Calcia di destro a giro, forte, a fil di palo. Buffon compie due passi sulla sua destra e si tuffa, a mano aperta devia il pallone destinato in rete, ormai sulla riga, mentre sulla respinta si avventa Antonelli. Il sinistro dell’ex Genoa è strozzato dal corpo dell’estremo difensore delle Zebre che blocca e fa respirare i compagni. Il primo prodigio. Il secondo arriva con la Madama in svantaggio, Gigi si inventa un lancio millimetrico per la testa di Mandzukic che duetta con Morata. Una volta trovatosi con il pallone tra i piedi il croato è freddo nel siglare il momentaneo pareggio. La terza meraviglia nel momento di massimo equilibrio. Montolivo cerca e trova Carlos Bacca che con il controllo disorienta Bonucci, il colombiano liberatosi del marcatore calcia, ma trova ancora le mani del portiere torinese che ha la volontà di neutralizzare, nuovamente, Balotelli sulla respinta mandando il pallone a impattare la traversa – verrà poi annullata la segnatura all’ex Inter per un tocco di mano – una saracinesca umana.

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Il segreto della Juventus lanciata verso il quinto titolo sta proprio tra i pali. Quest’anno Buffon ha neutralizzato il 79,49% dei tiri destinati verso la sua rete, secondo in Europa al solo Trapp del Psg, chiudendo a doppia mandata la porta in 18 partite – a tre gare dal record di 21 ottenuto nella stagione 2011-12 – ma sopratutto il dato che fa riflettere sono le 22 parate nelle ultime cinque giornate, tante quanta effettuate nei precedenti 15 match. Sinonimo che i bianconeri hanno risentito dello sforzo, disumano, per agganciare e superare il Napoli in vetta alla classifica, trovando nel loro baluardo difensivo la chiave verso la vittoria. La giovane promessa milanista Gianluigi Donnarumma dovrà aspettare per la palma di miglior portiere del panorama italiano perché c’è un ragazzino di 38 anni che sembra non voler smettere di fare miracoli ogni volta che incrocia i guanti con gli avversari.

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Lorenzo Cafarchio

 

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