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A caccia di bellezza: il battistero dell’Antelami di Parma

by Alberto Tosi
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Parma, 2 giu – Nel pieno centro di Parma (Piazza Duomo) sorge un’opera di profondo impatto storico per l’arte italiana ed europea: un ponte tra la cultura romanica e quella gotica. Stiamo parlando del Battistero ottagonale progettato da Benedetto Antelami a partire dal 1196.

Una torre magica

antelami battisteroIl Battistero di Parma appare come una magica torre in marmo rosa di Verona, perfettamente in sintonia con il vicino Duomo. La struttura ottagonale si sviluppa in altezza con quattro ordini di logge ad aperture architravate. L’otto, numero della vita nella numerologia medievale cristiana, sancisce l’eternità e la spiritualità del luogo.

Notevole è lo zooforo disegnato dall’Antelami, una serie di settantacinque formelle zoomorfe e vegetali scolpite a bassorilievo e incastonate a mo’ di fregio continuo. Elementi di grande esoterismo ricorrono su tutta la facciata: creature infernali, centauri, mostri marini, sirene, liocorni, basilischi, grifoni, uccelli, cavalli e figure umane, oltre alle quattro virtù: Castità, Carità, Fede e Speranza, le chiavi di lettura dell’intero zooforo. Le rappresentazioni animalesche, i motivi vegetali e le geometrie non sono semplici ornamenti, ma vogliono veicolare l’ordine spirituale e temporale dell’edificio. Già nella tradizione medievale e nell’ermeneutica si trovano raffigurazioni dell’Arbor Vitae, di ottagoni e del Leone Solare.

Universale e sacro

La dottrina utilizzata dall’Antelami è decisa trasmettere un legame tra l’universale del Sacro, attraverso il linguaggio dell’Arte, con la conoscenza interiore e singola dell’uomo in cerca di guida. Entrando nel Battistero i colori della cupola non possono che catturare l’occhio dello scrutatore e fargli vivere un viaggio temporale di quasi un millennio.

parma battisteroAffrescata da maestranze padane con influenze di severi modelli iconografici bizantini, nella cupola sono raffigurate la vita di Abramo, la vita del Battista, il Cristo glorioso, gli Apostoli e gli Evangelisti, la Gerusalemme celeste, il cielo delle stelle fisse e l’Empireo. La cupola ad ombrello e a raggiera racconta coi suoi colori e figure l’universo cristiano medievale che Dante avrebbe narrato in quegli stessi anni.

Da notare anche il portale da dove entravano i catecumeni, coloro che dovevano ricevere il sacramento. Qui è raffigurata la leggenda di Barlaam, personaggio di derivazione orientale: un uomo si ripara accanto a un favo (simbolo della salvezza) su un albero fuggendo dagli attacchi di un drago, metafora del peccato sconfitto dal battesimo. Attorno è raffigurato il tempo con il sole e la luna, mentre sull’archivolto sono presenti rilievi di profeti e di animali dei bestiari.

Infine, la vera meraviglia scultorea dell’interno del Battistero è rappresentata dal ciclo dei mesi. Il cantiere del comasco Antelami posiziona le sculture nella prima galleria del lato orientale. Una serie di personaggi con tratti eleganti e nobili, nella loro fatica sono allegoria del lavoro redento da Cristo. Un ciclo di immagini massicce e innovative con dettagli descrittivi che inaugurano lontanamente l’avvento di Giotto. Le figure santificano il lavoro agricolo nei campi e la dimensione inamovibile dello scorrere del tempo, rappresentando la successione dei segni zodiacali. L’opera dell’Antelami fa riecheggiare un profondo e mistico «Ora et labora». Un mistero esoterico in marmo del medioevo emiliano.

Alberto Tosi

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