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Roma, 25 apr – Mentre pare confermato per domani un secondo giro di consultazioni per il presidente della Camera Fico, incaricato dal presidente della Repubblica Mattarella di verificare un’intesa di governo M5S-Pd, i dem sono sempre più divisi. Martina, Franceschini e gli altri non renziani sono per il dialogo; l’ex segretario e i suoi sono per l’opposizione.
Ora arriva un altro rifiuto “eccellente”, quello del ministro uscente dello Sviluppo economico. “In caso di alleanza” con il Movimento 5 Stelle, Carlo Calenda conferma il suo addio al Pd (si era tesserato a marzo, proponendosi e poi ritirandosi come candidato segretario). Il ministro lo fa via Twitter rispondendo ad un suo follower che gli chiede: “Anche lei aveva promesso di dimettersi da nuovo iscritto in caso di trattativa con i 5 Stelle. O mi sbaglio?”. “In caso di alleanza”, è la risposta, “e lo confermo”.
Tutto confermato, quindi, visto che già a marzo Calenda aveva dichiarato: “Se il Pd si allea con il M5s il mio sarà il tesseramento più breve della storia dei partiti politici”.
Non sono mancate le frecciatine all’ex segretario: “Renzi è stato uno dei migliori presidenti del Consiglio italiani. Ma se ti dimetti ti dimetti. Non ti dimetti da premier per chiedere elezioni dal giorno dopo e poi da segretario per continuare a farlo via Orfini e compagnia. È dannoso per lui e per il Pd. Meglio dentro una segreteria collegiale a viso aperto”.
Calenda infine risponde al cinguettio di un utente che denuncia le “troppe guerre di potere all’interno del Pd da anni” e chiosa: “Sembra una guerra tra formiche spietate. Il vecchio che soccombe giustamente, i nuovi che si combattono. Mi sembra questo il vero problema di fondo. Forse mi sbaglio”.





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