Roma, 23 ago – La giunta di Roma è un rebus continuo e ormai imprevedibile, un cambio dietro l’altro senza pace. Virginia Raggi ha deciso di silurare un altro assessore. Andrea Mazzillo era già entrato in rotta di collisione con il sindaco capitolino ad inizio agosto, quando aveva rimesso le deleghe al Patrimonio dopo aver appreso da una chat che la Raggi voleva sostituirlo. Mazzillo aveva dichiarato, in un’intervista rilasciata a Il Messaggero, di non condividere alcune scelte del sindaco:  “Secondo me se tu vuoi fare bene il tuo lavoro per questa città, ci devi vivere a Roma. Non è che puoi fare il pendolare, stare tre, quattro giorni e poi tornare a casa”. Il chiaro riferimento era all’imprenditore veneto Mauro Colomban, assessore alle Partecipate nominato dalla Raggi e voluto direttamente da Gianroberto Casaleggio.

Il definitivo divorzio tra l’assessore al Bilancio e il sindaco di Roma sembrava soltanto rimandato dopo la rinuncia al Patrimonio di Mazzillo. Adesso, in attesa della comunicazione ufficiale, la Raggi sembra intenzionata a sostituirlo con il suo omologo di Livorno, l’assessore al bilancio della città toscana Gianni Lemmetti. Quest’ultimo ha già rassegnato le dimissioni e la decisione è stata ufficializzata dal presidente del consiglio comunale livornese Daniele Esposito. Mazzillo ha dichiarato di non sapere ancora nulla, ma la scelta della Raggi sembra ormai definitiva.

L’ennesimo rimpasto quindi, stavolta con un assessore “prelevato” direttamente da un altro comune amministrato dai pentastellati. E’ di fatto il quarto assessore nominato in un anno dal sindaco di Roma, con un’inevitabile ricaduta negativa sulla capacità di gestione di una città che avrebbe bisogno sempre più di una guida sicura e determinata. Invece regna l’incertezza e una specie di schizofrenica tendenza al cambiamento continuo in seguito a fratture e litigi interni di ogni tipo. I pretoriani della “rete”, giusto per non farsi mancare il paradosso dei paradossi, non riescono neppure ad utilizzare seriamente le chat. Amministrare la capitale d’Italia è impresa senz’altro ardua, per i Cinque Stelle sembra davvero improba.

Alessandro Della Guglia

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