Roma, 28 ott — Scuolabus, è caos per il servizio di trasporto scolastico dei bambini disabili nella Capitale. La società Tundo — a cui il settore era stato affidato dall’amministrazione Raggi — ha visto, nei giorni scorsi, l’interruzione di un terzo del servizio prima, per poi vedersi costretta a lasciare a piedi 4mila studenti con disabilità nella giornata di martedì.



In tutto il territorio capitolino sono complessivamente 5mila gli utenti che utilizzano i servizi sia della Tundo che del Gruppo Arriva; di questi, oltre 1.500 utilizzano il servizio a chiamata. «Le inadempienze della Tundo, che coinvolgono ogni giorno 600 lavoratori, si riflettono inevitabilmente sulle famiglie, che debbono occuparsi in prima persona del trasporto dei propri figli. Ne derivano a catena problemi lavorativi, assenze dei ragazzi dalla scuola, mancanza di continuità e regolarità nella frequenza scolastica, già interrotta per l’emergenza sanitaria nei mesi scorsi». E’ la denuncia di Cgil e Filt Cgil di Roma e del Lazio. Un disastro, l’ennesimo a firma della giunta Raggi.

Scuolabus, è caos per il trasporto studenti disabili

La lista delle inadempienze e delle criticità è lunga. Pulmini senza carburante — ad alcuni manca la copertura assicurativa — mezzi con gomme lisce, o malandati a tal punto da fermarsi nel mezzo della corsa. A questo si aggiunge una grave discontinuità nella retribuzione dei dipendenti, alcuni dei quali non percepiscono lo stipendio dallo scorso maggio. «Alle pendenze della società Tundo nei riguardi dei dipendenti, si sono aggiunte altre problematiche che impediscono lo svolgimento regolare del servizio». Parliamo della mancanza delle più basilari norme di sicurezza, anche sanitaria: mezzi non sanificati, assenza di fornitura de dispositivi di protezione individuale, mascherine e gel.

A subire le inadempienze della società, oltre ai dipendenti, sono i circa 4mila alunni disabili di Roma che usufruiscono del servizio scuolabus e lo loro famiglie. Lunedì in tutta la città erano 120 linee collassate. Nei giorni scorsi molti studenti sono rimasti a piedi, dopo essere stati avvertiti da una chiamata alcuni minuti prima del passaggio previsto.

Cristina Gauri

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