Boston, 7 giu – Siamo nel Massachussets, dove Mark Sahady, leader di Resist Marxism ha organizzato la Boston Straight Pride Parade, parata dedicata alla presa in giro dell’identità politica della sinistra che appare “appiattita” sulle istanze Lgbt – invece che su problematiche più pregnanti. E l’attore Chris Evans, aka Captain America, ha deciso di dire la sua.
Captain “Gay” America
Chris Evans, l’attore assurto nell’olimpo hollywoodiano per aver interpretato Captain America nella saga dei supereroi Marvel, si è svegliato paladino dei diritti gay. Come d’uso tra le star hollywoodiane, il suo “attivismo” si espleta al meglio sui social network e in particolare su Twitter. Così, prendendo in considerazione l’ironica parata organizzata a Boston, Evans commenta: “Wow! Bella iniziativa, ragazzi! Pensavo solo che invece di chiamarla Orgoglio Etero potreste chiamarla “il disperato tentativo di reprimere i nostri pensieri gay tramite l’omofobia perché nessuno da bambini ci ha insegnato come avere accesso alle nostre emozioni”. Che ne pensate? Troppo pretenzioso?”. L’ansia di farsi paladino delle istanze Lgbt non risparmia nemmeno il concetto di una parata “ironica” e anzi, ribadisce: “Invece di ricorrere immediatamente alla rabbia (che in realtà è solo paura di ciò che non capisci) prendetevi un momento per cercare empatia e crescita“.
Ma Evans non sa – o forse non capisce
Evans, invece, dovrebbe prendersi un momento per cercare di produrre un’espressione durante uno dei film in cui si trova ad essere protagonista, ma al di là di questo, frapporre l’empatia come valore in una discussione sulla perdita di vista della sinistra americana dai suoi valori “principali” per cercare di mungere la “vacca” Lgbt (e i voti che ciò comporta) è un concetto veramente troppo arduo per Evans, anche lui così ansioso di correre appresso alla nuova moda delle star hollywoodiane – quella di concentrarsi su falsi problemi ignorando bellamente quelli dell’americano medio.
Ilaria Paoletti
12 comments
Secondo me, definire Chris Evans gay, contro gli etero, solo perché ha rimproverato tre omofobi, mi sembra un atteggiamento scorretto e poco idoneo, dato che quest’attore è un supereroe anche nella vita reale e, rispondendo con ironia e con fermezza, ha dato segno di maturità e di uguaglianza.
É l’articolo più stupido che abbia letto in Vita mia.
Forse il fidanzato della “giornalista” che ha scritto il pezzo é un gay represso!
Alle commentatrici pro froci ,mi permetto di far notare che, se sfilano per le nostre strade gli anormali , non vedo motivo per vietare o criticare analoghe manifestazioni ai normali …. l’americanello segue la moda di sodoma,-hollywood per business , ma a voi cosa viene in tasca ?
50 anni fa menai un frocio in abito talare (ero minorenne) che voleva …. sono una brutta persona ? dovevo non essere omofobo e pigliarlo in ….
siete patetiche , a me i maschi fanno schifo e mi piacciono le donne ! sono omofobo ? ma andate a ….. fino a 10 anni fa sto vocabolo manco esisteva !!!!!
si Sergio sei un omofobo, siamo nel 2019 e non frega a nessuno se a te piacciono le donne, e devi iniziare a capire che tutti hanno il diritto di amare chi vogliono, non solo tu.
e il tuo commento è a dir poco disgustoso, fattelo dire…che schifo che fai
fai veramente schifo come persona
Sergio, vai a studiare prima di parlare di cose che non conosci. Gli omosessuali esistono dapprima che tu venissi al mondo, già nell’antica grecia. E che tu sia etero – piacere al cazzo bello, ma non sei nessuno per vietare a una persona di vivere la propria vita come meglio crede.
Ma d’altronde, chi punta il dito lo ha sempre più sporco, no? Poverino.
Ma… Cosa c’entra, Lui ha solo difeso i gay dagli omofobi. Tutto qui. Anche io sono etero, e quindi? Non ho il diritto di difendere i gay? Ah, e seconda cosa, non esistono normali e anormali, sono solo di orientamento sessuali differente. Ma in fin dei conti sono persone, sono esseri umani, non alieni. Non vorrei generarne una polemica, ma questo attore, che per di più è una persona meravigliosa, ha solo difeso i maleducati che volevano manifestare contro il pride month. Unica parola… RISPETTO
Già già: come dire che, se sei contro gli agenti delle tasse, allora “vuol dire” che “sotto sotto” sei uno di loro… Pensa te che psicologia della mutua! Roba vecchia, trita e ritrita… Ma del resto, non ci si può stupire più d’altro, in una “società” dove, per evitare di farti definire (o magari denunciare) “omofobo”, magari devi accettare le “avances” di qualche “gaio”…
Trovo questo articolo deludente a livelli estremi. Il commentino molto povero sulla “espressività” dell’attore era ampiamente risparmiabile e, anzi, sottolinea la carenza di tesi su cui strutturare la propria argomentazione da parte della sedicente giornalista. Indipendentemente dal fatto per cui una celebrità sia sincera o meno nel mostrarsi attivo circa un problema sociale, ritengo che dire che sono altri i problemi di un “americano medio” sia di una bassezza morale e soprattutto culturale veramente disarmante.
È l’articolo più disgustoso ed omofobo che io abbia mai letto, immaginate essere così pressati per un attore magnifico che difende dei diritti umani e osare definire ciò non un problema così importante, siete veramente tristi e imbarazzanti.
Esattamente… Lui ha solo difeso i diritti. Non è neanche gay, ci ha solamente evidenziato il significato della parola educazione, cosa che non si rispecchia molto qui.
Lui è meraviglioso e l’avete trattato così male, argomentando male e arricchendo l’articolo di notizie false e non viste da un punto oggettivo. Bah, non ne ho proprio idea…
Non esistono falsi problemi. Solo problemi. E una donna dovrebbe sapere quanto è difficile farsi accettare dalla società, che per una minigonna viene chiamata puttana e per una maglia scollata si merita lo stupro.
Nessuno deve giudicare nessuno. Chris Evans, che si sia svegliato ora oppure no, ha espresso un parere e ha utilizzato i mezzi di comunicazione perché ora ben poche persone parlano faccia a faccia.
A quanto pare i pareri ignoranti non sono propri soltanto della gente comune. Anche chi scrive articoli fa ridere, in fin dei conti.