Roma, 13 set – Giorgia Meloni dal blocco navale al decreto flussi? Il leader FdI è ambiguo sul tema dell’immigrazione clandestina, da ciò che stiamo ascoltando e leggendo in questi giorni. Il tema va affrontato perché le dichiarazioni sono contorte e pure contraddittorie.

Meloni, blocco navale o decreto flussi: quale dei due?

Ora la Meloni parla solo di decreto flussi. L’ultima volta ieri sera, quando nel confronto con Enrico Letta ha proferito testuali parole: “Non possiamo farci fare la selezione di ingresso dagli scafisti. L’immigrazione si gestisce con il decreto flussi”. Al punto che perfino Letta ha potuto marciarci, sostenendo l’assenza dell’espressione “blocco navale”. Ma la cruda realtà è che tra blocco navale e decreto flussi va fatta una scelta. Altrimenti stiamo imboccando una strada, dialettica come politica, tortuosa e non piacevole da evidenziare.

Due principi inconciliabili

O si fermano le navi che trasportano clandestini con il blocco navale o si regolarizzano i flussi migratori rendendo – di fatto – tutto legale. Cioè quello che la sinistra chiede e cerca da anni, esprimendola in modi variegati ma concettualmente immutabili (“corridoi umanitari” è forse sempre stata l’espressione preponderante). Le due cose non possono stare insieme, a meno di non imbastire un teatrino totalmente futile: il che, per carità, in politica esiste pure, ma in questo caso risulterebbe molto più evidente che in altre circostanze. Se si fa “selezione” come dice la Meloni, gli scafisti ovviamente proseguirebbero nel loro “lavoro”, perché anche ammesso e non concesso che selezione ci sarà, si occuperanno agilmente dei “non selezionati” (che, secondo tutti i dati che conosciamo da anni, se parliamo del mancato diritto effettivo a ricevere asilo, sono la stragrande maggioranza). Se si fermano gli ingressi con un blocco navale, al contrario si interrompe ogni possibile “selezione” dei “flussi” (questo al netto delle riflessioni sulla reale applicabilità di una misura simile, in un contesto in cui lo Stato italiano di fatto non è in grado di controllare i propri confini). C’è anche un’altra ipotesi, non migliore di quella della confusione attuale: la Meloni ha continuato a parlare di blocco navale alla fine di agosto e agli inizi di settembre. Da qualche giorno l’espressione sembra svanita. E se il “blocco navale” si fosse tramutato nel suo opposto, ovvero il decreto per legalizzare i flussi?

Stelio Fergola

 

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1 commento

  1. Tiene i piedi in due scarpe sperando che i boccaloni non mangino la foglia perché solo un decerebrato boccalone può votare un’atlantista iscritta alla più grande loggia globalista mondiale solo perché spergiura di essere sovranista già comunque smentita dagli anzidetti fatti.

    Comunque di realmente sovranista e votabile il 25 settembre non c’è nessuno 🙁

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