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Cara Meloni, è inutile mantenere un asse con Orban se la sua politica è opposta

by Stelio Fergola
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Meloni Orban

Roma, 15 sett – Giorgia Meloni mantiene buoni rapporti con Viktor Orban. Da sempre, da anni. Da prima di diventare presidente del Consiglio e anche dopo l’entrata in carica del suo governo. Una questione che merita una riflessione.

Meloni e Orban, così vicini e così lontani

Il premier Meloni è andata proprio a trovare il suo “amico” Orban. E curiosamente, il capo del governo è tornato – a parole – quella dei tempi dell’opposizione, sia sul tema dell’immigrazione di massa che su quello della natalità. Al Demographic Summit di Budapest, si slancia così:   “La migrazione è una sfida comune per l’Unione europea, che richiede una risposta collettiva”. Una banalità che non ha avuto alcun riscontro nella realtà, diremmo noi. E basti vedere gli attriti ad “effetto domino” con Francia e Germania, pure recenti. Poi, insieme al presidente ungherese, quello italiano concorda sulla necessità di “prevenire le partenze”. In un sistema, quello da lei stesso promosso, di condivisione e di ricollocamenti, molto lontano dagli antichi “blocchi navali” annunciati dai banchi dissidenti. Poi ancora elogi a Budapest che è “l’esempio perfetto” di politiche “contro il calo demografico”, il quale, sempre a detta di Meloni, “non può essere risollto dall’immigrazione”. Tutto bello e tutto giusto. Con un però grande come una casa.

È tutto inutile se poi si fa l’opposto

La “grande battaglia per difendere le famiglie” di cui parla ancora Meloni sottolinea quanto essa significhi per “difendere l’identità, difendere Dio e tutte le cose che hanno costruito la nostra civiltà”, ricordando i tempi in cui “sono diventata un po’ più famosa perché dissi che ‘sono Giorgia, donna, madre, italiana, cristiana: non me lo toglierete‘.” Per poi chiudere così: “Hanno provato ad attaccarmi, non hanno avuto successo. Con quelle parole volevo dire che viviamo in un’era in cui tutto ciò che ci definisce è sotto attacco. Perché? E perché è pericoloso? Questo è pericoloso per la nostra identità, nazionale, famigliare, religiosa. È anche ciò che ci rende consapevole di quelli che sono i nostri diritti e di difenderli. Senza identità siamo solo numeri, senza una coscienza, strumenti nelle mani di coloro che ci vogliono usare”.

Torniamo su quel “non me lo toglierete”. Cara Meloni, se lo sta togliendo da sola. Cara Meloni, se lo sta togliendo da sola. Senza commentare le scempiaggini e gli imbarazzi di una sinistra che – come sempre – sono quelli che in termini di marciume e di disonestà intellettuale non hanno rivali, se lo sta togliendo da sola. È inutile mantenere un dialogo con Orban se poi si favorisce una politica che è l’opposto di quella di Orban. Non aiuta la sua credibilità, già in cadura verticale. Dimensioni geografiche diverse, pressioni diverse, tutto ciò che si vuole. Ma resta inutile. Lei sostiene che l’Ungheria è un modello per la demografia? Lo segua. Sostiene che le partenze vanno prevenute? Lo faccia. Anche perché il sistema di Orban, a conti fatti, è l’unico che sta funzionando. A dispetto di chi ciarla di antirazzismo e di presunta democrazia. Nessuno discute i problemi infiniti di chi va al governo, ma andare dritti al punto è una necessità umana, prima ancora che giornalistica.

Stelio Fergola

 

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