Roma, 22 set – La birra Menabrea si ferma, come riporta Tgcom24. E la causa è ancora una volta la carenza di anidride carbonica, che già aveva generato problemi per la produzione dell’acqua frizzante.

Menabrea di Biella si ferma

ÌÈ la fabbrica della Menabrea a Biella a fermarsi. I vertici dell’azienda così commentano:”
“La carenza di CO2 è un problema anche da noi”. Dunque, anche il settore della birra sta accusando dei problemi che, prima, avevano già investito molte delle produzioni di bevande gassate. Le preparazioni industriali, rispetto a quelle artigianali, sono quelle che accusano di più il colpo. L’artigianato, infatti, impiega processi più naturali, inerenenti alle fermentazioni, a differenza della grande industria, dove si impiega maggiormente l’anidride carbonica, anche per eliminare l’ossigeno dalla bottiglia.

Le difficoltà nei trasporti

Ma cosa genera la penuria di anidride carbonica? Ancora una volta, i costi dell’energia. In particolare quelli dei trasporti, sempre più cari per tutti. Il dramma in realtà investe tutta l’Europa, e ci sono casi gravi a dimostrarlo. Tra questi, quello della danese Carlsberg, che potrebbe dover chiudere i battenti dei suoi stabilimenti in Polonia. Tuttavia Diego Volpi, Supply Chain Director di Carlsberg Italia, precisa: “Carlsberg Italia, al momento, non è stata particolarmente impattata dalla carenza di CO2, sia grazie alla rete globale di Carlsberg che è coperta da forti partnership in grado di garantire la fornitura di CO2, sia grazie agli investimenti fatti dall’Azienda nel Birrificio Angelo Poretti a Induno Olona (Varese) che ci permettono di recuperare efficientemente la CO2 prodotta durante la fermentazione.”

Ma anche la storica Delirium Tremens, marca belga, è  vicina alla chiusura dopo circa un secolo di attività. Lo stop alla produzione di Menabrea a Biella dovrebbe essere temporaneo, come spiegano i dirigenti: “Oggi va così, ma domani contiamo di potere ripartire”.

Alberto Celletti

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