Roma, 22 set — Nel terzo millennio viaggeremo su automobili volanti e ogni malattia incurabile verrà trattata applicando un semplice cerotto, si fantasticava nel secolo scorso: siamo nel 2022 e nessuna di queste previsioni si è avverata, in compenso gli utenti di TikTok lanciano la sfida a chi cucina (e mangia) il petto di pollo con lo sciroppo per la tosse.  

Petto di pollo al Nyquil: l’ultima idiozia su TikTok

La sfida del pollo allo sciroppo è nata un anno fa negli Stati Uniti: all’epoca un buontempone aveva diffuso un video — ora rimosso — in cui venivano fritti due petti di pollo nel Nyquil. Si tratta di un potente sciroppo per la tosse, il raffreddore e i sintomi influenzali, a base di paracetamolo, destrometorfano e doxilamina. Per qualche ragione il video è tornato alla ribalta nei giorni scorsi, e con esso la sfida a cui hanno partecipato centinaia di utenti. Tanto da rendere necessario l’intervento della Fda (Food and drug administration), l’agenzia del farmaco a stelle e strisce.

Interviene la Fda

«La sfida sembra sciocca e poco appetitosa, e lo è. Ma potrebbe anche essere molto rischiosa. Far bollire un farmaco può renderlo molto più concentrato e modificarne le proprietà. Inoltre, anche senza mangiarlo, ci sono dei pericoli: l’inalazione dei fumi potrebbe danneggiare i polmoni», ha spiegato la Fda. «Invitiamo i genitori a tenere i farmaci da banco lontano dai bambini e a discutere con loro i pericoli di seguire trend social che riguardano i medicinali». In concomitanza alle precisazioni dell’agenzia, TikTok ha bloccato l’hashtag #nyquilchicken e se si effettua una ricerca senza hashtag, la piattaforma avverte così gli utenti: «La partecipazione a questa attività potrebbe causare pericoli a te o ad altri».

Un ciclo infinito di demenza social

Non è la prima volta che la Fda è costretta intervenire sottolineando i pericoli delle sfide su TikTok. Prima del pollo allo sciroppo per la tosse, l’anno scorso aveva ricordato i rischi di problemi cardiaci, convulsioni e morte dopo l’assunzione di grandi dosi di un anti-allergico. E come dimenticare i dieci morti del 2018, quando migliaia di ragazzi avevano ingerito per gioco le cialde di detersivo per lavastoviglie. Nell’eterno ciclo del ritardo mentale social, appena si esaurisce una challenge se ne creano altre dieci, una sorta di Idra del cretinismo che non conosce Ercole di sorta.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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