Roma, 22 set — Quale sarebbe la vostra reazione se l’insegnante (trans) delle superiori dei vostri figli si presentasse in aula indossando delle gigantesche protesi mammarie con capezzolo in bella mostra, evidenziate da magliette attillate per non lasciare nulla all’immaginazione? E’ successo davvero, in Canada: Kayla Lemieux, questo il nome del professore, insegna tecnologia di produzione presso la Oakville Trafalgar high school in Ontario, ed è stato recentemente ripreso nel corso di una lezione mentre indossava le sue mega protesi. Il video, diffuso sui social, è diventato immediatamente virale facendo esplodere il caso.

Le mega protesi mammarie del prof 

Ebbene, nonostante il forte clamore mediatico e le proteste dei genitori e la notizia secondo cui alcuni studenti starebbero saltando le lezioni di Lemiuex, il consiglio scolastico ha difeso l’insegnante annunciando che non avrebbe più risposto alle domande sulla questione perché rientra nel novero delle «scelte personali» dell’insegnante. Il distretto ha inoltre evidenziato che qualsiasi critica all’aspetto dell’insegnante sarebbe contrario al Codice dei diritti umani dell’Ontario.

«L’Hdsb riconosce il diritto di studenti, personale, genitori/tutori e membri della comunità a un trattamento equo senza discriminazioni basate sull’identità di genere e sull’espressione di genere. L’identità di genere e l’espressione di genere sono motivi protetti dall’Ontario human rights code», ha affermato il consiglio in una nota. Morale della favola, Limieux può insegnare ai ragazzi nell’età dello sviluppo, la maggior parte minorenni, conciato come la (bruttissima) copia di un anime porno, perché è un suo diritto sancito dallo Stato.

I genitori danno battaglia 

Nel frattempo, genitori e studenti del liceo appaiono divisi sulla questione. Owen LaPlante, un alunno della scuola, ha spiegato al Toronto Sun che mentre alcune persone sostengono Lemieux, altre non si sentono a proprio agio con lui attorno. «So che alcuni dei miei amici sono un po’ a disagio, ma penso che dovrebbe essere in grado di esprimersi come vuole». Non è dello stesso avviso la madre di un alunno: passi l’insegnante trans, ma le protesi giganti valicano il limite della decenza. «Penso che stia andando un po’ troppo oltre».

I genitori e altri cittadini preoccupati stanno pianificando un incontro con il consiglio scolastico del distretto alla prossima riunione del consiglio di amministrazione di venerdì 23 settembre, e chiedono vengano presi provvedimenti per l’abbigliamento di Lemieux.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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