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mariaelenaboschi1Roma, 10 mag – L’idea fissa del ministro Maria Elena Boschi secondo cui chi non vota il referendum per la riforma costituzionale “vota come CasaPound” tradisce un nervosismo crescente, nel governo. L’accostamento, in effetti, è del tutto gratuito. Che Cpi dia indicazione di votare contro la riforma al referendum indetto da Renzi è probabile, ma di certo non è su questi temi che il movimento di via Napoleone III costruisce la sua linea politica e il suo consenso, minoritario ma, a quanto pare, crescente, a giudicare dal clamoroso risultato di Bolzano.



Perché, quindi, tirare in ballo quel movimento in un dibattito tutto interno al Pd, in cui i sodali di CasaPound dovrebbero addirittura essere i vari Cuperlo e compagnia sfigata? Sicuramente alla Boschi serviva un mostro, uno spauracchio, un paragone iperbolico e spiazzante per delegittimare gli avversari interni. Il ministro stava rispondendo a chi l’accusava di votare come Verdini. Ma il parallelo non regge: Renzi con Verdini ci governa davvero, Cpi con la minoranza Pd non prende neanche un caffè, con reciproca soddisfazione, peraltro. Ma la strategia retorica è comunque eloquente e testimonia, fra le altre cose, la penetrazione in profondità nell’immaginario collettivo del movimento di Gianluca Iannone. Si dirà che c’è modo e modo di entrare nell’immaginario: farlo nelle vesti di incarnazione del male assoluto può non essere considerato abbastanza chic da alcuni. Ma guai a sottovalutare quel verso di una vecchia canzone: “Se tutto questo è bene, noi siamo il male”. Far passare l’idea che essere contro Renzi significa votare per CasaPound potrebbe spingere più d’uno nelle braccia del movimento radicale, dato che il dissenso verso il governo sembra crescente nel Paese.

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Ma la scelta dialettica della Boschi è anche eloquente perché fa capire dov’è che l’esecutivo individua il nemico, il totalmente altro da sé. Non tanto nel “fascista”, che sarebbe normale, quanto nell’avversario risoluto dell’immigrazione, in colui che scende in strada, che fa politica con azioni e militanza disinteressata. “Il risultato di CasaPound a Bolzano dimostra che bisogna lavorare sodo per sradicare xenofobia e populismo dal Paese”, ha twittato il redivivo Corrado Passera. Sono allarmismi di circostanza ma che delineano, persino inconsciamente, i temi caldi sul tavolo delle oligarchie, i cleavages, come dicono i politologi, ovvero le linee di frattura su cui si dividono oggi davvero gli schieramenti: non certo la riforma del Senato, ma la lotta all’immigrazione e la difesa del popolo dalle oligarchie e dalle lobby. Lì è la battaglia. Lì i Renzi, le Boschi, i Passera sono pronti a erigere barricate, ovviamente in difesa dell’immigrazione e contro il loro stesso popolo. Che tutti ne prendano coscienza e si regolino di conseguenza.

Adriano Scianca

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3 Commenti

  1. L’avvocato Alfonso Luigi Marra ha indetto per il 23 Maggio prossimo una manifestazione dinnanzi alla Procura della Repubblica di Roma, a piazzale Clodio, per chiedere la confisca delle quote private di Banca d’Italia e restituirle al popolo italiano.

    Se non siete informati circa l’iniziativa dell’avv. Marra, leggetevi questo articolo su nocensura.com prima di proseguire la lettura.
    Banca d’Italia in mano ai banchieri privati

    Come noto, il 95% delle quote della Banca d’Italia sono in mano a banchieri privati, come indicato chiaramente anche nella scheda Wikipedia di Banca d’Italia. Questo fatto, che passa inosservato nonostante sia molto grave, è emerso solo recentemente, negli ultimi 10 anni, in quanto in passato i proprietari delle quote di Banca d’Italia erano mantenuti segreti, coperti da ‘omissis’ anche sui documenti ufficiali. Se consideriamo che Banca d’Italia dovrebbe controllare l’operato delle banche, è evidente come il “controllato” sia anche il “controllore”… e su questo ci sarebbero molte cose da dire. Ma la cosa più grave è che in questo modo i banchieri privati gestiscono l’emissione monetaria.
    Banchieri privati proprietari della BCE

    I banchieri privati che gestiscono il 95% delle quote di Banca d’Italia, possiedono anche il 12,3% delle quote della BCE che appartengono alla BdI, come risulta anche sulla scheda wikipedia della Banca Centrale Europea. Le altre quote della BCE, sono possedute dalle banche centrali degli altri paesi europei, che a loro volta, esattamente come in Italia, sono in mano a banchieri privati. Questo comporta che sono i banchieri privati a gestire l’emissione monetaria. Emettono moneta e la PRESTANO alle nazioni, che ottengono liquidità emettendo titoli di stato. La BCE emette denaro e lo presta, ad un tasso di interesse molto basso, alle banche private, che investono sui titoli di stato e ne ricavano sostanziosi interessi, strozzando le nazioni, sempre più indebitate.

    SOLO A TITOLO DI INTERESSI SUL DEBITO PUBBLICO, l’Italia paga ogni anno 90-100 miliardi di euro! Debito pubblico che non è dovuto agli sprechi e alle ruberie della politica, come ci hanno sempre voluto far credere i media ed i politici, distogliendo l’attenzione dal sistema bancario, economico e monetario. Sprechi e ruberie sono state finanziate con il progressivo innalzamento della pressione fiscale, non hanno niente a che vedere con il debito pubblico, originato dalla cessione della sovranità monetaria in favore dei banchieri privati.

    L’iniziativa dell’avv. Marra è molto importante, la questione del signoraggio bancario è molto seria, ma è fuori dall’agenda di tutti i politici, censurata da tutti i mass media. Nessuno in Italia ha il coraggio di affrontare questo tema con la forza e la spregiudicatezza di Marra, che con questa operazione vuole mettere sotto pressione la magistratura, spronandola ad intervenire.
    Un’iniziativa coraggiosa.

    Se all’iniziativa di Marra saranno presente un buon numero di persone, la questione può quantomeno guadagnare visibilità. Purtroppo però, fino a questo momento solo poche personalità e blogger hanno espresso sostegno a questa importante causa. Si sono schierati in favore di Marra l’avv. Marco Della Luna, che ha confermato la “fondatezza giuridica” delle tesi di Marra, il blog Nocensura.com, la radio LDR (vedi video di seguito) e pochi altri piccoli movimenti che si occupano di signoraggio bancario.

    Dove sono tutti gli altri blog di contro-informazione? Dove sono tutti quei piccoli politicanti “dissidenti” che dicono di contrapporsi al sistema, allo strapotere delle banche centrali? Dove sono i vari aspiranti politici che parlano dell’Euro, ma non della questione monetaria e di signoraggio?

    Perché sedicenti blog di contro-informazione non danno visibilità ad una iniziativa come quella di Marra? Se frequentate blog e pagine di questo tipo, fate presente loro la questione e chiedete di dargli visibilità. Se non lo faranno, sappiate che evidentemente questi blog, non sono “dissidenti” come vorrebbero far credere…

    veritanwo

  2. non solo l’Avv. Marra tratta il tema del Signoraggio e degli iniqui meccanismi del debito pubblico. Alcuni fanno una seria analisi storica e politico/economica delle orignini del Debito Pubblico, facendolo risalire alla fantomatica Unità d’Italia del 1860/61, dove con un operazione assurda ma madre di quelle odierne, un alleanza di soggetti internazionali e trasversali a più ambiti ha decretato la fine del Regno Borbonico delle Due Sicilie e della sua fiorente economia e di tutti i suoi primati che preoccupavano l’Inghilterra e la Francia, tanto da mettere in essere la farsa Garibaldina e la corruzione di Ufficiali Militari e Voltagabbana di corte per depredarlo e depauperarlo nel vano e puerile tentativo di sanare i disastri economici del Segno Sabauda dei Savoia e dei Sardo Piemontesi, e dei loro compari Francesi e Inglesi. Anche acclarati economisti ne parlano in diverse sedi anche pubbliche, ma è indubbio che quando il dibattito scende necessariamente in tecnicismi, perde di mordente. E indubbio che anche Beppe Grillo ha spiegato nei suoi shoow Il Signoraggio (ci sono diversi video di prima della vittoria politica del M5S); altra cosa però é farne un tema preminente dell’Agenda Politica e Parlamentare o del dibattito pubblico e dell’azione di pressione sull’opinione pubblica e tradurla in una lotta referendaria o di movimento popolare.
    faccio gli auguri a Marra e alla sua iniziativa e provo a diffonderne l’informazioni.

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