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Roma, 26 set – La Cei ha deciso di aumentare lo “stipendio” ai sacerdoti: 20 euro al mese in più per tutti i ministri del culto cattolico. Un incremento che sembra pensato sulla falsa riga dell’ormai celebre bonus di Matteo Renzi, ovvero gli 80 euro mensili per i lavoratori italiani. D’altronde anche i preti sono dipendenti a tempo indeterminato e godevano fino ad oggi di una remunerazione ferma al 2009.



“Il Consiglio Permanente – si legge nella nota della Conferenza episcopale italiana – ha determinato un aumento del valore monetario del punto che permette di calcolare la misura della remunerazione spettante ai sacerdoti inseriti nel sistema di sostentamento del clero. Tale valore era fermo dal 2009, quale segno di partecipazione condivisa dal clero italiano alla stretta economica che grava su gran parte della popolazione a causa della crisi; le somme in tal modo risparmiate sono state destinate agli interventi caritativi. L’incremento percentuale ora approvato è pari al 12,61%, per un incremento della remunerazione mensile di 20 euro”.

Pochi soldi, eppure è una piccola svolta voluta dall’assemblea permanente dei vescovi, sempre molto cauta nei cambiamenti anche quando si tratta di investire denaro. Lo stipendio medio di un parroco difatti non supera i 1200 euro al mese e dunque anche 20 euro possono relativamente incidere sulle spese vive che si ritrova ad affrontare. Certo, se consideriamo il patrimonio della Chiesa le battute potrebbero sprecarsi. Ma calma e gesso, a pensar male si fa sempre peccato.

Alessandro Della Guglia



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