Roma, 28 set – Il centrodestra pensa già a come modificare il reddito di cittadinanza, dopo anni di serrata critica e una fase finale della campagna elettorale più “mite”, soprattutto dopo le dichiarazioni ambigue di Silvio Berlusconi sull’argomento.

Centrodestra e reddito di cittadinanza

Secondo quanto riporta Adnkronos, il centrodestra si starebbe concentrando sul reddito di cittadinanza ancora prima di formare il suo governo. La modifica del sussidio potrebbe avvenire già nella prima manovra finanziaria. Il fuguro governo Meloni, però, non dovrebbe abolire il reddito, bensì “ritoccarlo”. La Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (Nadef) che verrà presentata in Consiglio dei ministri giovedì, verrà poi comunicata al nuovo esecutivo. Nell’ambito di un contesto in cui – secondo il Mef – la crescità sarà sotto l’1%, e in cui ci saranno 20 miliardi di spesa in meno, il prossimo esecutivo dovrà lavorare sapendo di dover contenere gli sprechi il più possibile, visto che la Meloni – esattamente come Draghi – non vuole saperne di scostamenti di bilancio. Di conseguenza, l’intervento sul reddito sarà scontato. Ma non si parla di abolizione, perché il numero di persone che ne beneficiano non verrà toccato.

I beneficiari restano, ma il numero di offerte di lavoro da poter rifiutare cala ancora

I beneficiari, per l’appunto, rimarrebbero gli stessi. Ciò che cambierebbe è il famoso regolamento insito nel sussidio che prevede la possibilità di rifiutare un massimo di tre offerte di lavoro, prima che lo stesso decada e non sia più ricevibile. Il centrodestra vorrebbe ridurre a una sola volta la possibilità di rifiutare, dopo che Mario Draghi era già intervenuto portandola a due.

Alberto Celletti

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