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Roma, 16 giu – Santa pazienza! In un mondo che va a scatafascio e in un’Italia che, se possibile, è anche peggio, tra assenza di tutele per i più deboli e suicidi per disperazione economica, perché dovremmo occuparci delle copertine di Charlie Hebdo? In realtà, la questione è fondamentale e ci tocca intimamente. È vero, il noto magazine ha spesso assunto posizioni inaccettabili verso noi italiani, eppure… Pensateci: può sempre capitare di trovarsi dalla parte sbagliata, o di essere tacciati di farvi parte. Anche nella gara a chi è più puro, a sinistra, è un attimo passare dalla posizione privilegiata di paladini della causa a quella di fascisti. Per questo, nell’ennesima polemica che ha visto coinvolta la testata – per una copertina che riproduce L’origine del mondo di Gustave Courbet, con un pallone in mezzo alle labbra della vagina, in riferimento ai Mondiali di calcio femminile – è impossibile non prendere le sue difese.

Censura contro Charlie Hebdo

Nel tempo che stiamo vivendo, a causa dei presunti tolleranti, è sempre più difficile vedersi riconosciuto quello che dovrebbe essere un diritto inalienabile: la libertà di espressione. Oramai apertamente e con inaudita ferocia, i censori stabiliscono – spesso senza neppure aver letto prima – cosa debba avere diritto di pubblicazione e cosa no. Stilano coram populo liste di proscrizione e lanciano fatwe senza appello. Chiunque non replichi pedissequamente la loro credenza è escluso, dileggiato, spesso minacciato. Pura inquisizione! Per questo, dalle pagine del Primato Nazionale, non possiamo che prendere posizione a favore di tutti i reprobi e gli eretici, di quelli che criticano accettando la libertà altrui di criticare, a volte anche scadendo nello squallore e nella bassezza – a chi non è mai capitato? Perché il punto non è la bassezza, ma la possibilità per ognuno di essere tale senza venir perciò crocifisso, o spedito in un gulag.

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Libertà di satira

La satira è una cosa seria, irridere l’avversario è sacrosanto, essenziale in un regime libero. Calunniarlo, ostracizzarlo, escluderlo ed estrometterlo dalla vita pubblica è stalinismo, violenza alleata del terrorismo islamico. La sinistra la pratica oramai da troppo tempo, indisturbata e fiera, in un eterno clima da guerra civile. Noi, per fermarla, non possiamo che evitare di accodarci, tenerci gli sberleffi, le provocazioni. Meglio rodersi il fegato, o rispondere a tono, ma sempre rifiutando la deriva tipica di chi è pronto a mettere veti, paletti, museruole. Se oggi saranno loro a essere zittiti perché scomodi, domani potremmo essere noi. Palmiro Togliatti, per intenderci, se ne guardò bene dal permettere agli altri padri costituenti di mettere totalmente fuori legge i fascisti: sapeva bene che i prossimi sarebbero stati loro. Dunque, viva Charlie, così indigeribile da provocare il vomito, e la libertà di poterlo acquistare o meno. Perché noi non siamo mica quelli del Salone del libro e rifiutiamo la censura per averla provata sulla nostra stessa pelle.

Matteo Fais

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