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Roma, 10 mag – Chef Rubio, al secolo Gabriele Rubini, il cuoco “coatto” ma di Frascati, ha preso di mira lo spot “Vinci Salvini”, del leader della Lega – il concorso che è alla seconda edizione, dipo quella delle elezioni politiche del 4 marzo. In breve, chi mette più like o retwitta i post del ministero dell’Interno, vince un selfie o una telefonata con lui.



“Sfotti Salvini”

Chef Rubio lancia invece lo “Sfotti Salvini”‘. “Gioca e sfotti Matteo Salvini. Vai ai suoi incontri pubblici e perculalo. Lui invece di essere a lavoro è in giro a gettare fumo negli occhi? Tu bacialo in bocca! Lui dà addosso ai migranti? Tu ricordagli quanto è ignorante! Lui supporta i neofasci? Tu ricordagli le indagini”. A parte la peculiare scelta del termine “neofasci”, a metà strada tra un film di Muccino e il cacofonico “nazzisteggianti” di Filippo Rossi, il gioco rischia di non fare affatto successo. Primo, perché – con tutte le remore del caso – ci sono adolescenti che meno attaccati alla tastiera dello Chef “star” quello che lui raccomanda di fare, lo eseguono già recandosi ai comizi di Salvini de persona. In secundis, vorremmo vedere Rubini sbattersi a pari merito accusando Di Maio di “non fare il proprio lavoro” perché fa campagna elettorale.

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Ma l’unico “gioco” qui lo vince Salvini

Rubio ha anche per un attimo smesso di sfruttare le cucine regionali a proprio vantaggio per dedicarsi ad una grafica, che reca le “regole” del triste sfottò: “Sfotti Salvini! Prova a dargli un bacio gay oppure imbarazzalo in luoghi pubblici o comizi! Ogni volta che viene in città avvicinalo fingendo di essere un cog… dei suoi e poi, cellulare alla mano, filma la tua impresa e postala sui social”. E che cosa si vince? Chef Rubio lo spiega così: “Vinci che prima o poi te lo levi da’r c…”. Quello che proprio non sembrano capire i vip “de sinistra” (come lui, Zerocalcare, Pif e compagnia cantante) è che così non fanno altro che rendere più “simpatico” Salvini o tout court, chiunque non la pensi come loro. Lo dimostra il record di vendite del libro di Chiara Giannini che è stata la pietra di scandalo nel processo ad Altaforte e alla sua partecipazione al Salone del Libro. A vedere questi personaggi “sbattersi” così tanto, si ha la medesima impressione che si riceve osservando un criceto correre su una ruota: tanto movimento per non guadagnare un centimetro.

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

  1. Che insipido e codardo provocatore……….se da destra avessero detto solo un quarto di quello che dicono questi rigurgiti comunisti su salvino la magistratura sarebbe già intervenuta pesantemente d’ufficio………. Facile fare il bullo con il culo coperto………auguri.

  2. I dirigenti italiani di Twitter sono un covo di comunisti,mi hanno censurato e sospeso per i miei giudizi poco benevoli verso i loro beniamini

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