Roma, 6 giu – Reginetta con l’hijab. È quanto avviene sabato a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano, al termine di un “concorso di bellezza” (anche se le stesse organizzatrici non lo definiscono tale), come riporta Tgcom24.

Reginetta con l’hijab, l’incoronazione

Il concorso sul nuovo bizzarro tipo di reginetta si chiama “Regina con il Hijab.
Sii l’esempio”, ed è il primo in assoluto Europa riservato alle donne con il velo. Ad organizzare l’evento è Assia Belhadj, presidente dell’associazione Movimento delle donne musulmane d’Italia. Il messaggio è quello di rispondere all’idea della sottomissione e di enfatizzare quello della scelta. Hanno partecipato più di 100 ragazze suddivise per fasce d’età (14-18 e 19-25 anni). A vincere nella prima categoria è stata 18enne di Milano Nourhan El Nagar, nella seconda la studentessa 23enne di Abbiategrasso Mariam Eloziri. Belhadj così descrive il velo come concetto sui social network: “L’hijab non è solo un capo d’abbigliamento femminile, è un simbolo”. E non definisce l’evento un concorso di bellezza, ma “un concorso che valuta la vestibilità dell’hijab secondo i criteri musulmani, il comportamento della ragazza che lo indossa e la sua integrità”.

La 23enne Mariam Eloziri: “Il velo mi identifica”

Per la vincente della categoria 19-25 anni Mariam Eloziri il velo “non è solo un pezzo di stoffa, ma ciò che mi identifica quando esco di casa. È il simbolo delle mie origini e della mia religione, non un ostacolo alla vita o un atto di sottomissione come spesso si crede. Mettere il velo per me significa avere fiducia in me stessa e in Allah. Mi fa sentire una regina a prescindere dal titolo che ho vinto. Ora ho una responsabilità nei confronti delle mie coetanee, mi prenderanno come modello da seguire e intendo migliorarmi per essere all’altezza di questo compito. Voglio aiutarle a integrarsi nella società, dimostrare che una ragazza può essere accettata anche se ha il velo. Io per esempio lo indosso e sono una rappresentante degli studenti del Dipartimento di Scienze del Farmaco. Vuol dire che possiamo raggiungere i nostri obiettivi anche se tante volte sembra difficile”.

Alberto Celletti

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