Home » Ciao ciao Giuseppi, è stato un dispiacere

Ciao ciao Giuseppi, è stato un dispiacere

by La Redazione
0 commento
Giuseppi bluff M5s

Roma, 10 giu – Ce ne hanno messo di tempo. Che fossero già morti era evidente almeno dal 2020, ovvero da quando il loro ingresso nel governo giallorosso come stampella del Pd era divenuto effettivo. Le percentuali, però, ancora non certificavano il tutto. Un crollo importante ma numeri ancora ragguardevoli: nel complesso, una punizione molto inferiore a quella subita dalla Lega di Matteo Salvini, pure ben sbertucciata dalle consultazioni dopo la partecipazione al governo di Mario Draghi.

Il bluff del M5s e la lezione degli elettori

Il tempo, come si suol dire, è galantuomo. Ci stanno arrivando più o meno tutti, a scoperchiare il bluff pentastellato. Gli antisistema de noartri, i sedicenti rivoluzionari della modaiola “onestà”. Già prima delle elezioni del 2018, quelle che fecero nascere il governo gialloverde, l’allora capo politico Luigi Di Maio tirava i remi in barca su diverse questioni, anti-euro e anti-europeismo su tutte. “L’Ue è la nostra casa”, diceva. Ma quella esperienza sarebbe stata tutto sommato dignitosa, rispetto a ciò che è venuto dopo: dal governo col Pd (“Mai col partito di Bibbiano!”) fino al Covid e alla stessa crisi ucraina. Sempre allineati sul treno della disonestà intellettuale prima ancora che su quella politica su cui tanto avevano puntato. E da cui, certamente, non sono stati alieni. Un disastro senza precedenti. Perfino l’Italia dei Valori di Antoniuccio Di Pietro passa alla storia con meno impicci, impacci e pasticci. Se non altro, non era mai riuscito a proporsi come forza rivoluzionaria nella percezione di massa. Ed è questo che rende il bluff del M5s ancora più ridicolo. Preparate i pop corn, intanto, perché il leader Giuseppi è pronto alla “resa dei conti” interna, come riportato sul Giornale.  “Ora siamo soci di minoranza del Pd”, si tuona. Lo siete sempre stati, cari grillini. Sarebbe meglio usare la parola più appropriata: scendiletto.

Ciao Giuseppi, è stato un dispiacere

Abbiamo festeggiato l’addio al parlamento di Giggino (sebbene non fosse già più in quota “grillina”), abbiamo ricordato come il movimento fosse un cadavere che camminava a più riprese, non più seguito dal suo stesso fondatore Beppe Grillo, capace addirittura di ammettere in televisione di aver creato sostanzialmente una pagliacciata degna del suo lavoro nei teatri, in grado solo di “peggiorare l’Italia”. Ora salutiamo anche Giuseppi. Purtroppo, non per un suo addio al parlamento. Per quello ci sarà ancora da lavorare. Ma certamente lo facciamo per constatare il flop assoluto presso le masse di un movimento che faceva delle masse la materia di esaltazione del proprio ego, ammesso che ne sia mai esistito uno reale e concreto.

Alberto Celletti

 

You may also like

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati