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Conchita WurstRoma, 19 mag – Conchita Wurst presenta il suo nuovo album. Sì perché, qualora non lo ricordaste, il testimonial perenne della “lotta all’omofobia” e dell’ideologia gender è anche un cantante, anche se nessuno conosce una sua sola canzone.

La donna barbuta – o, più propriamente, l’uomo barbuto vestito da donna – esce oggi nei negozi di dischi con l’album “Conchita”.

“Tengo a quest’album in modo particolare – spiega il travestito austriaco – perché è il mio primo disco da solista e quindi sono molto emozionata. Questo disco lo dedico innanzitutto ai miei fan, che mi hanno sempre sostenuta durante. Sono molto soddisfatta del risultato e spero che piaccia tanto anche a loro”.

Dopo la vittoria all’Eurovision Song Contest, a Copenaghen nel maggio 2014, Conchita Wurst si è occupato molto più di politica che di musica, girando fra i corridoi del Parlamento Europeo e dell’Onu in qualità di mascotte del politicamente corretto.

Sabato 13 giugno farà inoltre da madrina al Gay Pride di Roma.

Eppure a chi gli chiede se si senta un simbolo, risponde: “Mi vedo come una cantante, come un’artista, non mi vedo come un modello o un simbolo di qualcosa. Ho sempre pensato che i modelli o le icone hanno bisogno di un impegno per essere tali. Per essere me stessa non c’è nessun tipo di impegno, sto semplicemente rappresentando me stessa e faccio ciò che reputo giusto. Non posso vedermi con un’etichetta così importante. Sono solo una drag queen”.

Eh già, senza essere identificato come un simbolo l’artista avrebbe sicuramente avuto lo stesso successo…

Giorgio Nigra

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