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Movimento nazionale per la sovranitàRoma, 20 feb – Quando, negli anni ’90, emerse la Lega come forza innovativa e trascinante, il mondo della politica scoprì per la prima volta il federalismo. Che sì, esisteva già, e i più colti magari ne dibattevano da decenni, ma come parola d’ordine e bandiera metapolitica emerse proprio in quel periodo. Ovviamente il risultato fu che tutti cominciarono a dirsi federalisti, ognuno inseriva nei programmi la sua versione del federalismo, tutti buttavano lì un ammiccamento al tema nei loro discorsi. Tutti federalisti, quindi, che è come dire nessuno federalista, e infatti ogni dibattito serio sull’argomento si arenò ben presto.

Ora, con il sovranismo, in questa fase storica, sta accadendo lo stesso. Tutti sovranisti, nessuno sovranista. Il tema è caldo, attuale: almeno a partire dal 2011, l’attacco alla sovranità dei popoli e dei governi ha subito una brusca accelerata. La sovranità economica, monetaria, sociale, culturale, etica, territoriale subisce un bombardamento continuo. Oligarchie economiche e minoranze organizzate dettano apertamente legge agli Stati. Tutti i simboli della sovranità, dalla moneta ai confini, vengono espropriati. E anche in termini più prosaici, la sovranità territoriale, il controllo del territorio, sta completamente sfuggendo di mano grazie all’invasione immigratoria. Insomma, l’urgenza del tema non ha bisogno di ulteriori spiegazioni.

Il che non giustifica, tuttavia, l’utilizzo del termine “sovranismo” nei lidi più svariati, a prescindere da ogni barlume di coerenza. Non è questione di copyright, ma di dare un senso alle parole. Il primo punto di ogni battaglia sovranista, per esempio, è, tautologicamente, il contrasto delle forze anti-sovraniste. Insomma, se hai sostenuto il governo Monti o anche solo votato le sue leggi più infami, puoi tranquillamente definirti liberale o moderato, ma non certo sovranista. Se stai nel Ppe, o ti allei con chi sta nel Ppe, non puoi essere sovranista, anche se è pur vero che nel Ppe ci sta pure Orban. Il punto è che di emuli italiani di Orban se ne vedono pochi, di seguaci della Merkel, invece, tanti. E se hai governato fino a ieri città, regioni e persino la nazione, prima di promettere future politiche sovraniste, dovresti prima indicare ai tuoi elettori cosa hai fatto in questo senso quando hai avuto concrete responsabilità di governo. Perché uno dei problemi di questa posizione politica è proprio questo: è molto facile sostenerla quando devi fare delle promesse, ma molto difficile da portare avanti quando devi incidere realmente sulla realtà.

Insomma, la sensazione è che, in Italia, il sovranismo rappresenti nel 90% dei casi l’ennesima occasione persa, uno slogan nuovo per riciclare idee vecchie, un abito fresco per corpi incartapecoriti. Un nuovo tram su cui far salire chi è rimasto a piedi. Un gioco delle tre carte fatto da chi, della sovranità, se ne frega altamente, e lo ha dimostrato. Ovviamente ogni riferimento a partiti e movimenti di recente formazione è del tutto casuale.

Giorgio Nigra

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2 Commenti

  1. Vecchie facce, ansiose di compiacere Berlusconiche potrebbe tornare a regalare poltrone, ccredibilità zero, voglia di dividere evidente, e di essereutili contro qualcun altro. Altro che sovranismo! Lo zero virgola non li ffermerà

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