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Milano, 16 mar – Altro che “furbetti” del coronavirus. In questi giorni dobbiamo fare i conti anche coi peggiori prodotti dell’immigrazione, pronti a dare il peggio di loro stessi pure nell’emergenza sanitaria in atto. Lo sconcertante caso che vi raccontiamo ne è solo un esempio.

“Uno di noi sta male”

Sulla Strada Vecchia Vigevanese, tra Corsico e Trezzano, hinterland milanese, agenti della Polizia locale impegnati nelle misure di prevenzione hanno notato un’auto che, lanciata ad alta velocità, aveva superato due semafori rossi. A quel punto si sono lanciati all’inseguimento del veicolo riuscendo a fermarlo dopo qualche centinaio di metri. L’autista è risultato privo di patente di guida e la macchina senza assicurazione. A bordo sono stati trovati quattro uomini, tutti magrebini, tra i 25 e 40 anni. Oltre alle infrazioni stradali commesse e alle altre irregolarità, gli agenti hanno chiesto loro se avessero dei validi motivi per circolare malgrado le restrizioni vigenti. La risposta è stata che uno del gruppo stava male e lo stavano accompagnando in ospedale.

Già denunciati

Peccato che non fossero diretti a Milano, dove si trovano le più vicine strutture ospedaliere, ma in direzione opposta, verso chissà dove. Questo fatto, oltre all’atteggiamento sospetto del gruppetto di stranieri, ha insospettito i vigili che li hanno portati al comando per accertamenti. Qui due di loro hanno dichiarato di accusare sintomi compatibili con il coronavirus e sono stati portati in ambulanza all’ospedale San Giuseppe di Milano. Risultato? Gli esami immediatamente svolti hanno escluso qualunque patologia. I due nordafricani erano sanissimi e avevano inscenato penosamente tutto per togliersi dai guai, che a quel punto stavano diventando ancor più grossi. Quindi cosa hanno fatto? Approfittando della caotica situazione ospedaliera dovuta all’emergenza, sono fuggiti, facendo perdere le proprie tracce. Avrebbero comunque le ore contate. Mentre i compari rimasti nelle mani degli agenti, sono stati già denunciati con una sfilza di accuse.

Fabio Pasini

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