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Roma, 20 apr – Perché il coronavirus miete più vittime tra gli uomini rispetto al gentil sesso? La ragione, secondo alcuni, andrebbe ricercata nei testicoli. Proprio così: l’inedita teoria è stata messa sul tavolo da uno studio condotto negli Usa dal Montefiore Health System e dall’Albert Einstein College of Medicine, in collaborazione con l’Ospedale di Malattie Infettive Kasturba a Mumbai in India. Lo riporta oggi Il Messaggero.



Secondo i ricercatori le gonadi maschili costituirebbero una sorta di nascondiglio in cui il Covid-19 troverebbe «rifugio» quando si trova sotto il fuoco incrociato degli anti virali. Un rifugio che invece risulterebbe inospitale nelle donne perché le ovaie, diversamente dai testicoli, non sono provviste della proteina ACE2, un recettore a cui il coronavirus si lega. «Studi condotti in tutto il mondo – scrivono i quattro medici autori della ricerca – hanno ripetutamente dimostrato una incidenza maggiore e una severità più grave della malattia negli uomini rispetto alle donne». Gli individui di sesso maschile, spiegano, impiegano più tempo a «liberarsi del virus», e ciò spiegherebbe «la maggior gravità dei casi per loro».

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Sebbene infatti la trasmissione dell’infezione avvenga allo stesso ritmo tra donne e uomini, i dati confermano che in Cina, in Corea del sud, in Italia, in Gran Bretagna, Spagna, e negli Stati Uniti, i decessi maschili sono spesso più del doppio di quelli femminili. Nella città di New York, per esempio, le morti maschili sono il 68% del totale. La teoria proposta dai quattro medici è stata accolta con grande entusiasmo da quotidiani come il Los Angeles Times. La ricerca, per ora pubblicata sul sito medico MedRxiv, deve ancora essere sottoposta a vari controlli, ma gli esperti che finora hanno esaminato lo studio si sono dimostrati in larga parte concordi con le tesi presentate. La professoressa Kathryn Sandberg della Georgetown University, specialista della differenza nelle reazioni immunitarie fra uomo e donna, ha dichiarato al Washington Post di considerare che effettivamente «i testicoli potrebbero avere un ruolo». Questa scoperta apre a molti altri quesiti: uno su tutti, se il Covid-19 si lega nei testicoli, è possibile la trasmissione del virus per via sessuale? «Dovrà essere preso in considerazione che il virus possa essere secreto nel liquido seminale», ha spiegato la dottoressa.

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Questo spiegherebbe il basso tasso di contagio tra i nostri politicanti… essendo senza attributi….. 😉

  2. Se ne sentono tante in questo periodo,le migliori ovviamente dai pseudo esperti governativi che ci hanno rinchiuso in prigionia in preda al loro sinistro desiderio di onnipotenza………gli uomini,95% anziani o maturi se preferite, hanno patologie prostatiche, cardiologiche, polmonari e altre disgrazie e polmoni indeboliti dall’ avanzare della età e guai cardiaci…….. anche il più miserabile dei medici e dei biologi che abbia lavorato un giorno in vita sua potrebbe dire che i nonni maschi ultra ottantenni sono sempre in pericolo, più delle rispettive nonne che per stili di vita e minore sensibilità a certe patologie hanno una aspettativa di vita più lunga……….poi se i nonni ultra ottantenni o anche più giovani sono seguiti e curati , la malattia la possono sconfiggere………. testicoli a parte…….. ricordo un medico piacentino/ lombardo che nel suo territorio ha curato in casa i suoi pazienti diversamente giovani con medicinali noti e prevenendo ove possibile il peggioramento delle loro condizioni di salute………ma, mentre lo stava per dire, Mirta Merlino gli ha tolto la parola poiché l’enfasi mistificatoria sinistra non conosce pudore. Auguri……… soprattutto ai testicoli delle nuove generazioni visto che qualche nascita in più non farebbe male a questo povero paese di nome Italia dissanguato da una dittatura comunistoide impunita.

  3. Deve essere una verità assoluta!! Da quando c’è questo coronavirus, che ha fatto si e no lo 0.3% dei morti su quelli esposti(6 milioni positivi agli anticorpi stimati contro 20 mila morti) mi si sono gonfiate le palle come una mongolfiera

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