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case-popolari-romaRoma, 9 dic – Il 13 gennaio 2017 inizia il processo contro i 16 militanti di CasaPound accusati di “resistenza” allo sgombero di due famiglie italiane dalle loro case di Via del Colosseo, vicenda iniziata il 28 aprile e conclusa con il blitz stile “teste di cuoio” del 29 settembre. Subito dopo, a ottobre, il Comune di Roma ha inviato 288 lettere di sfratto facendo salire alle cronache il caso di San Saba, di Emmanuel Mariani e di sua figlia paralizzata dalla nascita che sarebbero finiti in strada col resto della famiglia e una signora 75enne che vive grazie al respiratore nel quartiere di Testaccio. Da informazioni ancora non verificabili erano circa 500 gli sfratti di questa seconda fase di cui 288 spediti, ma il programma è molto più vasto, circa 60 mila contratti di affitto sono da riesaminare in un dossier inviato in Procura, un vero e proprio uragano che dovrebbe abbattersi sui romani che vivono in case popolari Erp (Edilizia Residenziale Pubblica).

Infine (in realtà siamo solo all’inizio) due giorni fa, nel quartiere romano di San Basilio, alcuni residenti impediscono a una famiglia marocchina di prendere possesso dell’appartamento assegnato dal Comune di Roma, e subito balza agli occhi un dato comune ai due episodi del Colosseo e San Basilio: la diffamazione. Per Via del Colosseo ci fu una campagna stampa sulle case di lusso occupate a 50 Euro al mese, feste in terrazza e balle varie (proprio balle, vedremo), nel caso di San Basilio invece sarebbe “il racket delle occupazioni abusive” connesso allo “spaccio della droga”, un lugubre quadro autorevolmente prospettato anche da Saviano che su Sky TG24 ci fa i paralleli con Scampia. Insomma per ora chi si oppone ad essere sgomberato dal Comune di Roma sarebbe un occupante abusivo di case di lusso (Colosseo), un corruttore di funzionari comunali (San Saba), un racket delle occupazioni connesso allo spaccio di droga (San Basilio), e vedremo per gli altri 60 mila sotto esame cosa uscirà: cacciatori di frodo di balene, massaggi a pagamento, orge romane (una piaga, dai tempi di Nerone e di Statilia Messalina). In realtà il problema risiede in primis nel fatto che l’Italia, insieme alla Grecia, ha il minor numero di case popolari Erp in Europa e in secundis che gli stranieri (comunitari ed extracomunitari), pur essendo solo circa l’8% della popolazione, riescono ad accaparrarsi il 50, 60, o l’80% di quelle disponibili grazie alle attuali leggi che li favoriscono e che di fatto discriminano gli italiani. A questo si aggiunge l’atteggiamento ideologico “Radical Chic” della attuale “sinistra” per cui al solo sentire la parola “italiano” si scatena la reazione contro il pericoloso fascista-razzista-populista: ne sono letteralmente accecati, loro i migranti li amano e li proteggono ispirandosi nobilmente e cristianamente anche a Papa Francesco. Purché non vadano a Capalbio, Comune prontamente “demigrantizzato” grazie alla pronta azione congiunta di residenti, villeggianti di peso, sindaco del Pd, Tar e Prefetto.

Gli sgomberi si fanno per due motivi. Nelle zone di pregio (Colosseo, San Saba) gli appartamenti affittati ai cittadini a basso reddito valgono “zero”, ma una volta sgomberati e ripitturati valgono 10/15.000 €/mq e ci si possono imbastire saporiti business a favore di chi se li compra dal Comune a edifici interi. Quelli nei quartieri popolari gli appartamenti sgomberati vengono rimessi in graduatoria e quindi per aliquote del 70/80% finiranno agli stranieri, grazie alle “leggi” nazionali che proprio questo si propongono equiparando italiani e stranieri (comunitari o extracomunitari che siano). E ancora per le case Erp non abbiamo notizia di mancato rinnovo contrattuale! I contratti sono di 4 anni più 4, ma rinnovabili tacitamente e, quindi, non sono rari i casi di famiglie che vivono nelle case Erp da decenni. Ma ora è ovvio che esaurita la scorta dei “Rivedibili & Diffamabili” si metterà mano al serbatoio grosso,quello dei 60 mila (per l’esattezza 59.466) e già gli elenchi sono in Procura.  Qui ce ne sono 49.915, ognuno può cercarci casa sua. Ne mancano 9.551A questo evidente disegno che andrà inevitabilmente a discriminare gli italiani rispetto agli stranieri e che causerà drammi e tragedie fra le famiglie romane, il sindaco di Roma ha risposto con il silenzio nel caso di Via del Colosseo (è bene riguardarci uno dei video) e con epiteti insultanti verso gli italiani di San Basilio, dove lo stesso sindaco al ballottaggio elettorale nel V Municipio ha stravinto con il 70% dei voti al M5S superando nettamente Giachetti del Pd fermo al 30%. E quindi si deve fare qualche considerazione politica in merito alle “responsabilità” di questa situazione che è stata lasciata incancrenire dai governi di centrodestra e di centrosinistra e dalle precedenti amministrazioni di Roma.

La reazione a Mafia Capitale, a maneggi e intrallazzi e chi più ne ha più ne metta è stata la “maggioranza bulgara” a Virginia Raggi (per dirla con Mentana) e al M5S, il nuovo che avanza. Ma se il nuovo che avanza è questo ci siamo sbagliati, non avevamo capito che la “Legalità” era ricevere gli stranieri a Campidoglio e assicurargli una casa, e disprezzare gli italiani che possono pure dormire nelle cantine, in macchina, o subire lo sfratto. Il resto sono chiacchiere, le ispezioni notturne ai cassonetti baggianate ad uso mediatico che fanno rimpiangere anche a Destra antichi sindaci Comunisti come Ugo Vetere o Giulio Carlo Argan. La soluzione, che potrebbe essere proposta da centrodestra o centrosinistra, ed approvata in pochi giorni da qualsiasi governo, è di riservare agli stranieri comunitari o extracomunitari che siano l’8% delle case popolari (si fanno le graduatorie separate) e il restante 92% ai cittadini italiani. Ma non si vede luce, sono entrambi impegnati nel gioco che più li appassiona: astutissime alchimie politiche e congiure di palazzo, come ai tempi di Romolo Augustolo mentre Odoacre passava le Alpi. Per adesso il 13 gennaio inizia il processo contro i 16 di CasaPound, incriminati per gli art. 630, 639bis, 110 e 337 del Codice Penale. Sono gli unici che si sono fatti mettere le manette per difendere il diritto alla Casa di un disoccupato e di una anziana a 286 € al mese, i due famosi “furbetti con vista Colosseo”.

Luigi Di Stefano

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3 Commenti

  1. Tutto cambi perche’ nulla cambi , lnformazione e diffamazione sono peggiori al momento rispetto a circa 100 anni fa’

  2. ho visto il video da voi linkato con l’incursione dei “Reparti Speciali” dei Vigili Urbani (uno con tanto di fregio da paracadutista…ahimè senza stella=tre lanci tre in aeroclub) e mi domandavo – a latere di questa triste storia scritta da “statiste” che la Nicole Minetti sembra la Thatcher al confronto..come mai con tutti i problemi di delinquenza (quella cattiva,quella che uccide,quella che stupra) che affligge una metropoli come Roma….si decida di fare la pantomina degli INC a Mogadiscio proprio con questi poveri cristi,ai quali peraltro va tutta la mia solidarietà.

    Forza la notte vi aspetta…non lasciate BATMAN solo con Robin !

  3. sempre come riferimento al video da voi linkato…sarà bene ricordare ad uno degli INC Parà dei Vigili Urbani (con camminata ispirata a quella del T.Col. Bill Kilgore in APOCALIPSE NOW), quando chiede con fare perentorio: “documenti,documenti alla mano” che in Italia

    NON VI E’ OBBLIGO ALCUNO A PORTARE CON SE’ UN DOCUMENTO DI IDENTITA’;

    sussiste solo l’obbligo previsto dall’art. 651 C.P. che punisce chi, ad un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato o su altre qualità personali.

    C’è ancora quello del TAPIRO in giro ? Urge pronta consegna,magari AVIOTRASPORTATA…

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