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presepe-3Roma, 10 dic – Fosse stato per il sacerdote preposto, successore di don Oreste Mori, la cappella cimiteriale di Cremona, quest’anno, non avrebbe il suo presepe. Nessuna tragedia (tantomeno in prospettiva laica), per carità, ma è certamente inquietante che le motivazioni addotte dal prelato in merito alla sua decisione facciano riferimento al “rispetto verso le altre religioni ed alla volontà di non entrare in dinamiche politiche”.

E’ così che don Sante Braggiè – questo il nome del sacerdote protagonista della vicenda – ha in pratica annunciato l’agonia della sua stessa religione. “Mi auguro che don Braggiè ci ripensi e che si scusi con la comunità perché il motivo non può essere la mancanza di rispetto che il presepe comporterebbe verso i fedeli di altre religioni e gli atei. Ritengo gravissimo che a pensare e a pronunciare simili parole sia un parroco“, ha commentato l’assessore regionale Cristina Cappellini.

Alcuni volontari si sono detti pronti ad allestire il presepe. Ma siamo davvero ridotti così? Perfino il proselitismo più spinto sarebbe forse preferibile allo spettacolo infinitamente triste di una religione che si lascia sostituire per non offendere il prossimo con il suo messaggio.

Nel frattempo, in Australia, atteggiamento di tutt’altro segno da parte della comunità islamica, che ha infatti deciso di finanziare addirittura la produzione di un cartone animato, “Barakah Hills“, sul modello Peppa Pig. Protagonista sarà la famiglia “Abdullah“, insieme ad un imam che guida la comunità dei fedeli in una piccola città a maggioranza musulmana, i cui abitanti sono tutti facilmente riconoscibili dai tipici copricapo indossati dai fedeli. Un cartone che intende fornire l’esempio semplice e immediato di una società idilliaca e musulmana da propinare ai più piccoli e che sarà prodotto – anche grazie ad crowdfunding – dalla One4Kids Tv, che in realtà già produce cartoni sul genere “Impariamo il Corano con Zaky e i suoi amici“, “Impariamo l’arabo”, “Il Ramadan di Zaky” o, ancora, “Jannah’s way“, storia di una ragazza musulmana, rigorosamente velata, il cui scopo nella vita – spiegano gli autori – è seguire l’esempio del profeta Maometto.

A Parigi, invece, i lucchetti che migliaia di coppie hanno attaccato al Pont des Arts e al Ponts de l’Archeveché, per un totale di ben 65 tonnellate di lucchetti rimossi, in primavera saranno venduti a due anni di distanza dall’operazione di pulizia effettuata dal comune parigino. Si è infatti pensato – ha dichiarato Bruno Juilliard – che i fondi possano ora servire a finanziare i campi profughi che si stanno diffondendo in città.

Non serve un interprete per mettere ogni tassello al proprio posto e osservare come le tre notizie, pur secondarie e differenti tra loro, siano in realtà connesse e riflettano un evento unico chiamato “sostituzione“: non porta che a questo l’assenza di una pur minima vitalità da parte della principale autorità spirituale dell’Occidente ed il soffocare nel politicamente corretto da parte dello Stato, entrambi impotenti, anzi complici, di un’invasione demografica e culturale che favoriscono attraverso l’utilizzo strumentale dell’emergenza immigrazione e la carità pelosa nei confronti dei cosiddetti “profughi”, che intanto pensano – giustamente – a sopravvivere e conservarsi con la propria identità, senza prestare troppa attenzione alla sensibilità delle troppe persone da non offendere. Probabilmente noi confondiamo le chiacchiere con la politica vera. Loro no.

Emmanuel Raffaele

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2 Commenti

  1. La chiesa di questi pavidi pretonzi di sinistra non vale la cacca dei suoi fondatori. Gesù fu un esempio di coraggio e ribellione se avesse avuto discepoli come lo stronzo prete non saremmo a celebrare la sua nascita 2000 anni dopo.

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