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Roma, 17 ott – Mi vien da rispondere così: ritenete che nell’autunno 2018 sia il caso di preoccuparsi per un eventuale ritorno del fascismo, con la conseguente necessità di resistere sulle montagne come fecero i vostri nonni? Liberi di ritenerlo. Ritenete che sia il caso di far confluire all’interno del perimetro ideologico del fascismo una miriade di persone che col fascismo non c’entrano una cippa, ma che solamente hanno idee diverse dalla vostra? Liberi di ritenerlo, liberi di farlo. Ritenete, infine, che sia il caso di sbandierare animosamente la vostra voglia di combattere con la violenza tutti questi soggetti, che voi e solo voi avete voluto etichettare come fascisti, addirittura proponendo di appenderli per i piedi? Liberi di ritenerlo, liberi di esternare questa voglia repressa.

Ma, cazzo, vi imploro in ginocchio: fatelo, per favore fatelo. E siccome io (noi) sono (siamo) tra quelli che arbitrariamente vengono ficcati con la forza all’interno del lager adibito alle canaglie fasciste, assieme a personaggi storicamente non-di-destra come Giampaolo Pansa, ecco io non faccio il frocio col culo altrui. Io lo dico chiaramente: venitemi a prendere, se credete veramente a ciò che andate farneticando da molti mesi a questa parte. Col monito, ripreso dal Clint Eastwood di Gran Torino, a pensar bene a ciò che state facendo.

Lo dico alla firma di Repubblica Maurizio Crosetti, 56 anni e capelli bianchi ma evidentemente non ancora in grado di far seguire alle parole dei fatti concreti. Si è sfogato qualche giorno fa su Twitter scrivendo questa scemenza: “Sia chiara una cosa. Dobbiamo reagire, indignarci, batterci, denunciarli, resistere fino alle estreme conseguenze, e se sarà il caso appenderli per i piedi. Mai più fascisti”. Poi, siccome forse dalla direzione di Repubblica gli han fatto notare che quel tono è incompatibile con l’attuale vittimismo del quotidiano di Scalfari, il buon Crosetti ha cancellato il tweet e ha chiesto scusa. Ha scritto di aver esagerato. E il dramma non è l’esagerazione in sé, ben venga la sincerità: il dramma è che lui crede davvero a ciò che aveva scritto, a quella flatulenza banale e banalmente violenta, roba da tifoso occasionale che si eccita quando, quella volta all’anno, va a vedere il derby con le tifoserie al gran completo. Ma forse non è neanche un dramma, forse è solo una constatazione, una presa d’atto, un’amara verità. Oggi, nell’autunno del 2018, coloro che si professano tolleranti sono in realtà i peggiori intolleranti, i peggiori violenti, le peggiori canaglie che, a conti fatti, non mostrano neanche d’avere il coraggio delle proprie azioni.

Pensateci: quanti credete che, nel silenzio delle redazioni e delle piazze, stringerebbero la mano a Crosetti spellandosele poi dagli applausi? Una moltitudine, una marea, l’intera melassa antagonista in cui si celano abilmente coloro che hanno iniziato a girare in giacca e cravatta, abbandonando le rivolte di piazza e i fantocci incendiati. L’aspetto assurdo è che sono talmente niente, talmente pavidi e vili che risulta impossibile ricambiarli con la stessa dose d’odio. Sarebbe come odiare un bambino dispettoso che ti dà un calcio su uno stinco: non riesci ad andare oltre l’incazzatura iniziale.

Luca Bottura, un fuori classe del pensiero, ha risposto così al tweet di scuse di Crosetti: “Al di là del commento, per cui Crosetti ha chiesto scusa, di che vi preoccupate: siete forse fascisti?”. E voi, siete forse dei coglioni? Certamente no, dunque potete dormire sonni tranquilli.

Lorenzo Zuppini

6 Commenti

    • Meno male lo ha rimosso.
      Teste calde simili hanno contribuito a scatenare quel clima di odio negli anni ’70.

  1. Un articolo molto interessante, ben scritto e di buon senso…………al contrario la banalità del pensiero di questi esseri puerili comunistoidi pare fuori dal tempo,incomprensibile ed illogica……….ciò che appare chiaro è la loro viltà e codardia,il loro essere subdoli ed infingardi,la volontà di distruggere ciò che la loro mente ristretta non capisce o comprende…………vigliacchi.

  2. Crosetti è patetico… ha scritto pubblicando su internet il suo pensiero… poi forse si è ricreduto, o forse quando lo ha scritto aveva bevuto ??? In vino veritas ? Crosetti ma le palle dove le hai ?

  3. Questo ha un coraggio da leone dietro alla sua tastierina! Per strada invece mette la coda tra le gambe, il vigliacco.Ma una bella denuncia gli andrebbe fatta comunque per evitare la dissemina dell’ odio tra la popolazione

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