Roma, 3 ago – E alla fine anche Carlo Calenda si rivela l’ennesimo galoppino del Pd. Come, del resto, tutti i “partiti satellite” del Nazareno, quelli che si scindono o che promuovono ipotesi presunte di “vera sinistra” in contrapposizione al partito guidato da Enrico Letta. Ma nei fatti poco più che sue protesi. Se i finti partiti scissionisti a sinistra finiscono tra le braccia dei soliti, lo fanno anche quelli centristi. Perché Azione, da ieri, è ufficialmente alleata nella coalizione di centrosinistra.

Calenda, l’ultimo galoppino del Pd

La figura del “galoppino del Pd” è tradizionalmente a sinistra. Da trent’anni ci si ammorba, in quelle aree politiche, con la figura del classico partito scissionista, che si autoproclama di “vera sinistra”, in contrapposizione al Pd e a tutti i suoi progenitori (dai Ds fino a giungere all’ormai remoto Pds). Il classico partito scissionista, dai tempi di Rifondazione fino a giungere agli attuali Sinistra Italiana ed Articolo Uno, poi, smette quasi immediatamente di essere scissionista. E comincia, in pratica, ad appoggiare tutta l’agenda politica del Nazareno. Insomma, scissioni inutili.

Come una scissione inutile è pure quella di Carlo Calenda, che a suo tempo si staccava dai ranghi del Nazareno e fondava il suo “Azione”. Nell’ultimo mese, soprattutto nei giorni successivi allo scioglimento delle Camere, il leader centrista ha fatto la voce grossa, anzi grossissima. Niente alleanze con ex-grillini, niente agende anti-Draghi, niente questo e niente quello. Sì all’atlantismo, ovviamente. “Nessuna ammucchiata anti-sovranisti”, aveva detto appena una decina di giorni fa. Assoluta fermezza nel ribadire un giorno sì e l’altro pure l’intenzione di essere indipendente dai due poli. A prescindere dal fatto che non si sa quando si sarebbe potuto immaginare in ambienti piddini una vera “agenda anti-Draghi” o una opposizione all’atlantismo (un mistero che solo chi crede a una dimensione parallela può sciogliere). Ma comunque, poco conta. Seguire la schiera degli schiavetti è sempre importante. Perché sono le tradizioni stesse, ad essere importanti.

L’impero partitico del Nazareno

Dalla sinistra all’europeismo “di etichetta” (perché di sostanza lo sono tutti), fino ad arrivare al centrismo. Il Pd domina una pletora di partiti, ufficialmente quasi sempre nati dalle sue costole e sempre ufficialmente da esso “delusi” (da cosa, non si capisce), ma che non fanno altro che seguire senza alcun problema i suoi programmi politici. La domanda che qualsiasi osservatore si porrebbe (anche non particolarmente preparato sui temi politici) allora, è la seguente: ma allora perché si scindono? È un mistero, a questo punto, che risolveranno solo gli storici del futuro.

Stelio Fergola

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