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Roma, 11 apr – La Roma sulle imprese sfiorate e le rimonte fallite all’ultimo ha costruito la sua storia. E’ la squadra capace di arrivare una sola volta in finale di Coppa Campioni ed essere la prima nella storia a perderla in casa (e ai rigori). E’ quella dei soli tre scudetti conquistati a fronte di ben 14 secondi posti in 85 campionati di Serie A. Della rimonta in Coppa Uefa con lo Slavia Praga dal 2-0 dell’andata vanificata dal gol di Vavra del 3-1 a pochi minuti dalla fine al ritorno all’Olimpico, dell’incredibile stagione di Ranieri 2009-2010 che con 24 risultati utili consecutivi portò i giallorossi dalla quasi zona retrocessione al primo posto, per poi vanificare tutto a 3 giornate dal termine perdendo in casa con la Sampdoria. Insomma ieri sera i tifosi giallorossi erano pronti per l’ennesima volta a dire “grazie lo stesso”, sicuri di assistere al massimo alla consueta impresa sfiorata.
E invece no. Ieri sera è accaduto qualcosa di diverso, di inspiegabile, di mai visto. Come in un mosaico perfetto, tutto è andato per il verso giusto. La Roma, che mai nella sua storia europea aveva rimontato 3 gol al ritorno, rifila un secco 3-0 al Barcellona di Messi, che mai era stato eliminato partendo da un 4-1. Accede per la prima volta in semifinale di Champions League (da quando non si chiama più Coppa Campioni) e realizza una delle imprese calcistiche che resteranno nella storia del calcio mondiale. Impossibile non vedere poi una mano del destino nei protagonisti della serata. Da Dzeko che a gennaio sembrava aver ormai abbandonato Roma per Londra ed è rimasto facendo la differenza sia all’andata che al ritorno, da De Rossi e Manolas, che al Camp Nou erano stati gli sfortunati autori dei due autogol che sembravano aver condannato la Roma e che si sono trasformati negli eroi del ritorno.
Insomma una vera favola, come la Roma non ne ha vissute quasi mai e che con quel pizzico di follia ora si potrebbe trasformare nell’apoteosi totale. Eusebio Di Francesco, l’allenatore anche lui finito speso nel mirino delle critiche, ha ribadito che l’obiettivo della Roma è quello della finale di Kiev. Niente braccino corto, se hai annientato il Barcellona di sua maestà Lionel Messi 3-0 sei autorizzato a sognare l’impossibile. Del resto Di Francesco è stato il vero demiurgo, l’artefice geniale della serata dell’Olimpico, passando per la prima volta in stagione alla difesa a 3 e puntando a sorpresa su quel Patrick Schick che finora si era rivelato un’autentica bufala di mercato. Così ha annichilito la corazzata catalana, in una serata magica, che profuma di riscatto, non solo per la Roma ma per tutto il calcio italiano troppo spesso vituperato. Un’impresa che ha emozionato e inchiodato davanti al televisore milioni di italiani e alla quale i tifosi giallorossi ancora non riescono a credere.
Davide Romano

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