Roma, 8 lug – L’Italia è una nazione povera? Non siamo abituati, da quando siamo nati, nemmeno a pensare una cosa del genere. Come è logico, visto il nostro livello di benessere nei decenni passati, siamo sempre stati abituati a percepirci in maniera differente. Siamo poveri? Non ancora, ma la riflessione è obbligatoria. Le statistiche sul numero di indigenti degli ultimi decenni, che si ripetono con una sola costante, ovvero la “conferma” del dramma, e in questo caso ribadite anche da Tgcom24, suggerisce che è lecito inziare a pensare a un futuro molto, molto fosco.

Italia “nazione povera”: un concetto con cui dovremmo poter familiarizzare

Non bastano i dati noti sulla povertà assoluta, in costante crescita anno dopo anno. Non bastano le statistiche sul dramma che in tal senso colpisce anche i minorenni, spesso costretti a crescere in condizioni veramente misere. C’è pure la consapevolezza di registrare conferme periodiche sull’andamento disastroso di un’economia, come quella italiana, che sta davvero passando in pochi decenni dallo status di “Paradiso dei giganti mondiali” a quello dei comprimari.  La degenerazione è allarmante solo guardando allo storico più recente dei dati Istat, secondo il quale il numero di indigenti, ovvero di persone in povertà assoluta, è quasi triplicato negli ultimi 16 anni. Nel 2005, infatti, erano 1,9 milioni: oggi sono quasi sei (5,6, per la precisione).

Raddoppiano le famiglie povere

Se si passa dall’individuale al familiare, la situazione non migliora di certo, anzi. Sempre nel 2005, le famiglie in stato di indigenza erano poco meno di un milione (circa 800mila): oggi sono quasi 2 milioni. Un dramma, quello del Rapporto annuale dell’Istat, che enfatizza anche le miserie dei bassi stipendi: quasi un milione di lavoratori del settore privato si attiva ogni giorno per una retribuzione che non supera i 12mila euro l’anno e su base oraria non supera gli 8,41 euro: una miseria. Senza troppi giri di parole. L’Italia è una nazione povera? Non ancora. Lo sta diventando? Sì, e a passi da gigante.

Stelio Fergola

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3 Commenti

  1. Pochi hanno depauperato molti, dapprima uccidendone la spiritualità, poi giocando sui loro sentimenti e infine modificando e privandoli della forza materiale. Un processo deleterio di lungo corso ancora non compreso appieno. Tanto che troppi ritengono il fenomeno ancora affrontabile con la semplice politica adattiva dei piccoli passi… prendendo addirittura esempio da paraculi con il didietro sfondato.

  2. Chiudete i porti, sbarrate le frontiere, cacciate via tutti i clandestini e rimbocchiamoci le maniche. Torneremo ad essere una nazione, ma una nazione di Italiani.

  3. Questo è un articolo senza senso in quanto tutta l’Italia è suddivisa in zone. In certe zone l’indigenza è inesistente, mentre è presente la menzogna di coloro i quali fanno i finti poveri. Mentre in altre zone è sicuramente una situazione un po’ diversa, ma tutto da dimostrare.

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