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De Benedetti, la bordata contro Elkann che fa riflettere sul dominio della sinistra

by Stelio Fergola
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De Benedetti Elkann

Roma, 13 dic – Carlo De Benedetti attacca John Elkann, e il mondo della sinistra dominante si interroga. Ennesimo finto litigio tra amici o fratture reali?

De Benedetti contro Elkann

La bordata di De Benedetti, attualmente editore di Domani, contro Elkann è di quelle pesanti. Almeno sulla carta, che spesso – va ricordato – a sinistra vale poco e nulla. Se la metà delle discussioni e dei litigi che ha coinvolto l’area liberalprogressista negli ultimi trent’anni fosse concreta, il centrodestra governerebbe a vita. E sappiamo bene che non è così. Dunque questo, come molti altri litigi “rossi” fucsia o chiamateli come vi pare, si inserisce nel quadro di altri “litigi”, come quelli che storicamente hanno contraddistinto i partitini di sinistra all’attacco della sinistra piddina “non vera sinistra” pur approvando praticamente ogni aspetto della sua politica, oppure lo stesso Movimento 5 Stelle che non fa altro che discutere con il Nazareno ora guidato da Elly Schlein ma sempre pronto a “riaggregarsi” quando le necessità lo renderanno evidente. Per De Benedetti, Elkann ha distrutto il mondo editoriale un tempo da lui governato. Nella fattispecie, ha distrutto i giornali che l’ex patron ha venduto alla guida della Fiat e della Juventus.  Come riporta Il Tempo, “Carlone”, non le manda a dire: “Elkann è riuscito in quattro anni a distruggere il gruppo editoriale che il principe Carlo Caracciolo, suo prozio, aveva creato in circa quindici anni. Un massacro incomprensibile nei suoi scopi. John ha venduto tutti i quotidiani locali, che andavano bene. Poi ha devastato pure Repubblica, che ancora si aggira tra i quotidiani italiani con la maestà malinconica delle rovine. Mi dispiace moltissimo. È straziante. Addirittura avevano messo ad amministrare i giornali uno che allo stesso tempo si occupava della Juventus. Carta e palloni. Non so se mi spiego. A quel gruppo dirigente ho visto fare cose che manco nella ‘cena dei cretini’. Dicono ‘digital first’ ma non hanno investito un centesimo in serie acquisizioni sul digitale, mentre hanno annientato la carta”.

Il dominio della sinistra? Meno forte che in passato

Ovviamente, si parla di sfumature. Però pensiamo come esempio il fatto, abbastanza evidente, che un personaggio come Roberto Saviano era partito come la santificazione personificata, per poi arenarsi nel corso degli anni e sviluppare un’ampia frangia di lettori che lo detestano (complice una strategia non esattamente vincente, quella di portarlo in modo così diretto a fare praticamente politica e a svolgere il ruolo spesso non simpatico del “tuttologo”). Si pensi a personaggi come Andrea Scanzi, partito come il totem dell’antiberlusconismo e con gli anni finito quasi “in digrazia” (virgolettato del tutto voluto, visto che trattasi di disgrazia del tutto relativa: il giornalista del Fatto continua ad avere in ogni caso ampio seguito). Sicuramente, internet e i social network sono tra i fattori che hanno reso un po’ meno forte il dominio – comunque assoluto – della sinistra. Ma in generale, è l’epoca politica stessa che ci troviamo ad affrontare, sia nazionale che estera, dall’euroscetticismo ad alcuni “voti sorprendenti” (come la Brexit e l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca nel 2016), ad aprire un minimo il quadro contro un pensiero unico che comincia ad essere percepito per quello che è: un regime oppressivo contrario alla libertà di espressione. La storia si sviluppa con processi spesso lunghi e tortuosi. Che talvolta, questo sì, possono accelerarsi. Non pare questo il caso, ma appare sensato sottolineare il processo.

Stelio Fergola

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