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Roma, 3 feb – Alain de Benoist e Florian Philippot (ex numero due del Front national, ora fondatore di un nuovo movimento, Les Patriotes) alla Fondazione Feltrinelli? Tanto è bastato per far scattare il più classico dei tic antifascisti: quello della petizione sinceramente democratica. Un gruppo di “studiose e studiosi delle destre e estreme-destre” ha quindi scritto alla Fondazione per denunciare l’oltraggio all’antifascismo rappresentato dall’invito a “due noti rappresentanti dell’estrema destra francese”.

Interessante il motivo per cui i due francesi non sarebbero degni di essere ascoltati: non potendo attribuire atti di violenza o velleità eversive a de Benoist e a Philippot, la compagine antifascista muove loro un altro, bislacco rimprovero: “Ad accomunare attori molto diversi come de Benoist e Philippot è il ‘nativismo’, una visione del mondo secondo la quale gli stati dovrebbero essere abitati solo da ‘nativi’ e, dunque, ogni persona (o idea) diversa sarebbe problematica per la sopravvivenza delle comunità nazionali. Una visione così omogenea ed escludente della società è in contraddizione con il pluralismo che caratterizza la democrazia”. Insomma, affermare che l’Italia è la patria degli italiani o la Francia dei francesi sarebbe dire qualcosa di antidemocratico. Al di là della follia dell’affermazione in sé, stupisce anche la sua attribuzione ai due autori in questione. Ricordiamo che, qualche anno fa, de Benoist si faceva apertamente sostenitore di una società multiculturale. Oggi sembra aver parzialmente rivisto quelle tesi, pur restando decisamente tiepido nella critica all’immigrazione.
Di sicuro, nella pur alluvionale produzione debenoistiana, non si trova neanche una riga in cui si dica che ogni singola persona non “nativa” metterebbe a repentaglio la comunità nazionale. Men che mai la cosa vale per le idee: chiunque conosca anche solo di terza mano le tesi di de Benoist sa quanto poco provinciali e poco “esagonali” siano i suoi riferimenti. Quanto a Philippot, la sua rottura con il Front national deriva esattamente dal fatto di aver imposto una linea esclusivamente “sociale”, che ha trascurato i temi legati all’immigrazione. Certo, entrambi sono contrari all’immigrazione selvaggia e senza regole. Ma siamo giunti a questo punto, la sola volontà di mettere delle regole e dei limiti ai flussi è sufficiente per escludere qualcuno dal dibattito? La portata antidemocratica e intollerante di una tale proposizione è di per sé evidente.
Gli “studiosi”, del resto, ritengono che ciò che de Benoist e Philippot dicono sia in fondo secondario. L’importante è ciò che essi “dicono tra le righe”. Quindi, poiché Philippot afferma che la nuova contrapposizione politica è tra “patrioti e mondialisti”, la cosa lo riporta al discorso di Marine. Che è poi il discorso di Jean-Marie. Che è poi – questa il senso dell’accusa – il discorso di Vichy. Che è poi il discorso di Auschwitz. E le persone deputate a decifrare questo razzismo in codice sono proprio loro, “studiose e studiosi delle destre e estreme-destre”, nuova casta sacerdotale in grado di fornire le patenti di legittimità. Del resto, “l’estrema destra gioca da sempre sulla confusione tra destra e sinistra e pensare di ‘confrontarsi’ su questo con Philippot e de Benoist non rischiara alcunché. Anzi, aggiunge soltanto altra confusione e contemporaneamente legittima la loro strategia. Per noi, si tratta di un grave segno di regressione democratica”. Quindi l’azzeramento delle più elementari norme democratiche, tipo il confronto con chi la pensa diversamente, diventa la precondizione per la democrazia stessa. Ovvero la democrazia 2.0, quella basata sulla vigilanza antifascista.
Adriano Scianca

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8 Commenti

  1. Come agisce il bravo chirurgo di fronte al cancro per cercare di salvare la restante parte sana dell’organismo?
    Questi individui, più semplicemente deficienti che soltanto falliti ed astiosi comunisti, sono il cancro di ogni società civile, quindi……….

  2. Molto bene Adriano,per quanto valga il mio giudizio ovviamente, oserei dire perfetto quando parli di “patente” di assoluta verità che io definirei autoreferenzialismo ignorante e oscurante……..con le loro stronzate inenarrabili questi pseudo anti pensano di tracciare il solco fra chi ha ragione e chi no , non comprendendo che oramai le loro litanie sono stantie e razziste nei confronti di popoli che hanno costruito ,col sangue e il sudore delle generazioni precedenti, un benessere e uno stato sociale che le invasioni africane e le storture catto-comuniste- piddine stanno dilaniando. Così come risulta stomachevole la litania dei presunti media, dalla repubblica a sky, piddini e comunisti patentati,che si ergono paladini di ciò che si può dire o fare, difendendo un mondo di nepotismo e relativismo, ovvero…”se sei di sinistra va sempre bene” altrimenti sei fascista, xenofobo e razzista…….. molti italiani si sono ampiamente rotti i coglioni ad ascoltare tali menzognere castronerie….. più che in una millantata democrazia a causa loro mi pare di essere in una dittatura.

  3. Questi sono fuori di testa. Se la prendono anche con De Benoist? Un tale approccio è semplicemente rozzo, primitivo, neanche negli anni ’70… Ma perché, una volta tanto, non si armano di coraggio e accettano il confronto?

  4. Feltrinelli chi?
    Quella cosa che quando entri sei accolto da una gigantografia dell’ignorante sionista (scusate la ripetizione) anti-italiano di Saviano il gomorroide??
    Preferisco tornare indietro…
    P S., i miei complimenti a Fabio Bertoncelli. Ha profuso un tale impegno nel suo intervento che gli va riconosciuto.

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