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de rossiRoma, 25 gen – Non avevamo fatto in tempo a lasciarci alle spalle la querelle del “finocchio” e del “frocio” con cui l’allenatore del Napoli Sarri aveva apostrofato l’interista Mancini, motivo per il quale per giorni è stato esposto alla gogna nazionale, che adesso le anime belle del calcio italiano hanno un nuovo colpevole contro cui puntare il dito: Daniele De Rossi. Il capitano romanista è reo di aver dato dello “zingaro di merda” allo juventino Mandzukic nel corso della partita disputata ieri sera allo Juventus Stadium, generando l’indignazione degli Ivan Zazzaroni della situazione, che alla Domenica Sportiva hanno trovato più importante discutere per parecchio tempo di una frase forse pronunciata (il video del labiale non è il massimo della chiarezza) che di calcio giocato. Nel contesto sempre abbastanza ingessato dello sport targato mamma Rai, ci ha pensato Giancarlo Dotto (l’amicizia con Carmelo Bene in passato lo aiuta talvolta ad esprimere delle opinioni di una certa onestà intellettuale) a riportare il caso alla normalità di quanto succede in qualsiasi campo, in un calcio ormai boldrinizzato.



Forse stavolta De Rossi non farà la fine di Sarri, anche perché il croato Mandzukic, uno che vedeva le teste di maiale volare in campo nei derby alla Dinamo Zagabria, non andrà a piangere in tv in stile Mancini. Ci ha pensato poi l’allenatore della Roma Luciano Spalletti a sdrammatizzare già nella conferenza stampa del post partita, che a domanda diretta ha risposto ironicamente “insegneremo ai nostri giocatori a mettere la mano davanti la bocca per coprire il labiale” chiudendo lì la faccenda. All’indignazione che arriva per lo più dalle pagine di organi stampa come la Gazzetta e il Fatto Quotidiano, ha risposto poi oggi un altro personaggio del mondo calcistico con pochi peli sulla lingua: Zibì Boniek. “Quando sei arrabbiatissimo in campo si dicono tante cose, una frase ti può scappare, ma non è razzismo. Ai miei tempi qualche volta mi dicevano lavavetri” ha spiegato l’ex calciatore di Roma e Juve. “Una volta c’erano meno telecamere, ma soprattutto la gente in campo era diversa. Se c’era qualcosa da chiarire lo si faceva nel tunnel degli spogliatoi a fine partita, e tutto si chiudeva lì“. Per fortuna non tutti sembrano aver perso la testa inseguendo il politicamente corretto ovunque, anche su un campo da gioco.

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Se togliamo alla dimensione del campo la sua intensità, la sua diversità e il suo segreto, il calcio diventa davvero ciò che è sempre sembrato all’amico snob che odia questo sport e che ognuno di noi ha: 22 miliardari in mutande che corrono dietro a una palla. Dal punto di vista disciplinare De Rossi non sembra rischiare troppo, anche perché il codice sportivo punisce con la prova tv la condotta anti sportiva e le espressioni blasfeme. Il razzismo non è contemplato. Un “vuoto normativo” che i perbenisti di casa nostra, il Fatto Quotidiano in testa, stanno già chiedendo di colmare.

https://www.youtube.com/watch?v=kUmU9tG-WIU

Davide Di Stefano

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2 Commenti

  1. L’antirazzismo mi infastidisce molto, ma più ancora mi infastidisce il “razzismo” ignorante. Perchè solo gli ignoranti possono associare gli zingari con i popoli balcanici o dell’est in generale, popoli che loro malgrado si trovano a convivere con grosse comunità rom. Senza dimenticare che nel passato croati, romeni, ungheresi, serbi hanno fatto molto per cercare di rimuovere dai loro paesi la fastidiosa presenza dei rom. Quindi se mandzukic è uno zingaro, de rossi, il romanissimo de rossi, è zingaro tanto quanto lui.

    • Non credevo potessero esistere persone talmetne con la merda nel cervello da dire una frase come: “L’antirazzismo mi infastidisce molto”.
      Lei è un pericolo per la società. Altro che schierarsi contro l’adozione per gli omosessuali, è a lei che dovrebbe essere proibito procreare e crescere un bambino

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