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Decrescita (in)felice: ecco la realtà dell’analisi costi-benefici sulla Tav

by Lorenzo Zuppini
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Roma, 13 feb – Ai Cinquestelle non rimane che tenere il punto sulla questione Tav, uno dei cavalli di battaglia che gli permise di aggiudicarsi il 65% dei voti a Venaus, centro simbolo NoTav, il 46% a Mompantero e il 44% a Bussoleno e oltre il 30% in tutta la valle. Eccola qui la loro analisi sui costi e sui benefici, all’indomani della mazzata elettorale subita in Abruzzo e delle molte piazze in cui la loro bandiera viene letteralmente data alle fiamme. La loro base movimentista capeggiata da Fico e dallo sbarcato Di Battista è in subbuglio per l’imborghesimento dell’ala governativa del Movimento. Troppe cravatte, troppi gessati, troppi nodi stretti alla gola che tradiscono l’anima rivoluzionaria della creatura di Grillo e Casaleggio.

C’è chi dice che tutti loro stiano semplicemente sbattendo il muso contro l’insipienza del partito. Altri osservatori ritengono invece che il principio di realtà li stia, di volta in volta, mettendo spalle al muro. Probabile che la verità stia in mezzo, ma fatto sta che quando Di Maio si definisce “ostaggio” non ha tutti i torti, vista anche la questione dell’autorizzazione a procedere nei confronti del socio Salvini il quale, furbescamente, ha deciso di cambiare posizione chiedendo agli alleati di salvarlo dal processo. Questione irricevibile per chi ha fatto della “honestà” un valore superiore agli altri e della magistratura un corpo intoccabile le cui sentenze valgono più del Vangelo. L’oltranzismo demagogico cui ci hanno abituato i grillini gli si sta ritorcendo contro perché per sua stessa definizione non tiene conto della realtà che lo circonda.

L’analisi costi-benefici

L’analisi costi-benefici pubblicata sul sito del ministero del Trasporti boccia totalmente il progetto Tav a causa dei famigerati enormi costi. I benefici, al contrario, sarebbero irrisori. Si parla di costi per 12 miliardi e benefici per 800 milioni, con ipotesi di effetti negativi, ossia di sbilancio tra costi e benefici, che vanno dai 5,7 miliardi agli 8. Dicono i tecnici del ministero che la domanda di beni su quella tratta non è sufficiente e che dovrebbe essere venticinque volte maggiore. Mettiamoci anche il minor introito per la diminuzione dei passaggi ai caselli, e l’analisi è bell’e fatta. Ma come si può avere una visione così miope e ottusa di un progetto colossale che interessa tutta l’Europa e che renderà migliore e moderno lo spostamento di merci e persone? Il tutto con la motivazione idiota che in Italia altre ferrovie abbiano bisogno di manutenzione. E dunque, fin quando nel profondo Sud non verranno ampliate le linee monorotaie, non potremo parlare di alta velocità? Con questo criterio anche gli spostamenti in Frecciarossa sono insensati, essendovi luoghi italiani in cui, per l’appunto, v’è un binario solo, il cui ammodernamento potrebbe avere la precedenza sulla creazione dell’alta velocità.

Ma i 5 stelle hanno anche scritto sul loro blog che la Tav avrebbe un costo pari a 20 miliardi. Fantascienza e numeri tirati come sassate in faccia per stordire e creare la solita melensa indignazione. Il Trattato europeo sottoscritto dall’Italia e dagli altri Paesi coinvolti certifica che il costo sul versante italiano è di 7,8 miliardi, di cui il 40% finanziato dall’Europa. I 4,7 miliardi di euro che noi dovremmo sostenere derivano dal costo per il traforo (3 miliardi, di cui 1,8 a nostro carico) e dal costo delle opere di adduzione (4,8 miliardi, di cui 2,9 a nostro carico). I numeri, fino a ieri, cioè fino a quando la truppa di tecnici non ha sfornato l’ennesima analisi, erano questi.

La decrescita deleteria

E i grillini, tra le tante perle che mai ci hanno fatto mancare, hanno anche sempre denigrato l’opera perché “ridurrebbe di mezz’ora il tempo di percorrenza tra Torino e Lione”. Ignoriamo se loro siano solamente ignoranti o banalmente in malafede, fatto sta che le cose sono ben diverse e ben più grandi di come loro le descrivono. Il traforo di cui vanno cianciando i grillini fa parte del così detto “corridoio mediterraneo” lungo tremila chilometri: per metà si disloca tra Spagna e Francia, e per metà tra Italia, Slovenia e Ungheria arrivando fino al confine con l’Ucraina. Il nostro pezzetto sarà lungo meno dell’8% del totale. Oltretutto questo corridoio si collegherà alla Tav italo-austriaca diretta verso Nord.

E poi la balla della valutazione tecnica del progetto. Qui non siamo di fronte a una mera analisi numerica come invece vorrebbero farci intendere Toninelli e compagni, bensì a un progetto infrastrutturale epico la cui realizzazione deve basarsi su fondamenta politiche ben precise. Di certo, le idee da pazzi sulla decrescita felice e sui redditi di cittadinanza a chi non lavora, dando all’affamato un pesce anziché una canna da pesca, cozzano col criterio di sviluppo massiccio che sta dietro a qualsiasi progetto di infrastrutture nuove.

Idee controproducenti

La loro idea, al contrario, è di retrocessione, è di retromarcia, consiste nella lotta alla povertà rendendo tutti poveri cosicché non sussista il paragone con chi è ricco. Le loro idee, per farla breve, sono deleterie e massacranti per un Paese che ambisca a ricoprire un ruolo di primaria importanza nel mondo degli Usa, della Cina, della Russia e di altri colossi nascenti.

Quale folle valuterebbe un’opera sulla base della penale che, in caso diniego, sarebbe costretto a pagare? Il buon padre di famiglia, in tempi di saldi, effettua acquisti di beni che altrimenti non effettuerebbe proprio per la convenienza del momento. E basa a sua scelta sulla valutazione del maggior beneficio derivante dall’acquisto rispetto a quello derivante dalla tesaurizzazione. Ci dicono che non abbiamo soldi per sostenere spese di questo tipo. Dovremmo però averli per dar loro uno stipendio?

Lorenzo Zuppini

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3 comments

Cesare 13 Febbraio 2019 - 6:56

Questa analisi richiesta dai grillini è una delle poche loro proposte ottime.L’ unica volta che si richiede di valutare l’utilità di un investimento dello stato tutti i partiti che hanno governato ed hanno speso soldi nostri inutilmente per arricchire le lobby a loro collegate si ribellano, lega e pd compresi.Il progetto serve solo ai plutocrati padroni della nato per militarizzare l’europa contro la Russia e portare velocemente in Ucraina i soldati a muorire per i banchieri che controllano la moneta oramai privatizzata che dovrebberpo produrre i popoli sovrani oggi schiavizzati.
L’ utile di 800 milioni della tav ci costera’ 10 miliardi di euro, che ovviamente andranno nelle tasche di ricchi e ammanicati imprenditori e a noi verranno levate altrettante.Ed è un buon affare??

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Giorgio 14 Febbraio 2019 - 10:25

Mi sembra difficile con gli elementi conosciuti valutare i costi / benefici della TAV.
Io credo che sia anche4 opportuno considerare, tenuto conto dell’enorme aumento della povertà nel Paese avvenuto negli ultimi venti anni, la priorità delle opere pubbliche, l’utilità pratica ed immediata per i cittadini, la manutenzione ed eventuale rifacimento di ponti, scuole, ospedali, case per anziani … e non penso che esprimere un parere scettico sull’attuale fattibilità e convenienza della TAV significhi condividere la “decrescita felice” o roba del genere.

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Francesco 14 Febbraio 2019 - 1:16

Certo che per pubblicare un articolo da lecchini di salvini come questo ce ne vuole. Costa 10 miliardi di euro, perdita prevista di 7 miliardi, e sarebbe un buon affare. Se domani salvini dice che la tav non va fatta scommeto che pubblicate un articolo in cui vi fa schifo la tav. Non dico che andrete a prendere e analizzare i dati dell’analisi, perchè dall’articolo si capisce bene che non ne siete minimamente capaci.

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