Roma, 30 mag – Una denuncia correlata da un video emblematico, un allarme e allo stesso tempo una richiesta chiara. Sul sito del sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria, un editoriale ha messo in luce la drammatica situazione delle carceri italiane: “Il problema in Italia è il sovraffollamento dei detenuti e la gravissima carenza di personale di Polizia Penitenziaria oggi, di custodia una volta (questo da sempre)”, si legge.

“Un’operazione seria, che risolverebbe il problema del sovraffollamento, sarebbe quella di mandare i detenuti stranieri a scontare la pena residua, nel loro paese d’origine, operazione sicuramente non semplice ma a mio parere assolutamente fattibile se ci fosse la volontà politica di farlo. Dopo i proclami e gli appelli in TV, ora la politica dovrebbe davvero fare qualcosa di concreto. Una serie di accordi bilaterali con i paesi africani, con i quali stabilire una quota di denaro mensile per il mantenimento del detenuto, senza alcun onere per le casse di quello Stato”, si legge ancora nell’editoriale.

“A conti fatti l’Italia ci guadagnerebbe comunque: se consideriamo che il costo medio giornaliero di un detenuto si aggira intorno ai 120 euro pro capite, anche se per ogni detenuto straniero da rimpatriare si stabilisse una quota di mille euro mensili (cosa che può apparire scandalosa ai benpensanti) per i restanti mesi residui da scontare, lo Stato risparmierebbe milioni di euro, rientrerebbe nei parametri vitali (e quindi risparmierebbe ancora sui risarcimenti in denaro ai detenuti per trattamento inumano) e potrebbe anche chiudere i piccoli istituti, recuperando ancora personale di Polizia Penitenziaria e civile da destinare ad altri penitenziari in sofferenza”, scrivono ancora sul sito del sindacato autonomo.

Chiaro poi il riferimento al ministro dell’Interno Matteo Salvini, chiamato a intervenire al più presto, con tanto di frecciata al leader leghista: “Tuttavia, non so se c’è la volontà politica e la capacità di realizzare tali accordi, quindi penso che sarà molto difficile che tale sogno si realizzi e allora … non ci rimane altro che affidarci (come ha fatto quel famoso uomo politico) ai Santi e alla Madonna, nella speranza di un futuro penitenziario più roseo o, almeno, meno nero”.

Alessandro Della Guglia

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