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Di Stefano a Porta a Porta: “Uscire da euro e Ue è possibile. Il resto del mondo ci aspetta” (Video)

by Davide Romano
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Roma, 22 mag – “Uscire dall’euro e dalla Ue è possibile”. Lo afferma con sicurezza Simone Di Stefano, segretario nazionale di CasaPound Italia ieri e capolista alle Europee in tutti i collegi. Ieri sera in una intervista a Porta a Porta ha avuto la possibilità di esporre brevemente il programma politico del suo partito. Fatto abbastanza raro per CasaPound in questo periodo, visto che l’esposizione mediatica per la tartaruga frecciata viene spesso limitata ai fatti di cronaca o a polemiche strumentali.

Ricchezza e prosperità fuori dall’Ue

Alla domanda di Bruno Vespa se l’uscita dall’euro e dalla Ue sia un’opzione reale, Di Stefano risponde senza dubbi: “Sì assolutamente. Dobbiamo parlare agli italiani e fargli capire quanta ricchezza e prosperità ci sarebbe per la nostra nazione fuori dall’euro e fuori dall’Unione europea, perché fuori non c’è la terra piatta ma il resto del mondo che ci aspetta a braccia aperte per commerciare e lavorare. Ma nel nostro esclusivo interesse e non in quello della Germania o della Francia che in questi venti anni hanno paralizzato la nostra economia”.

Per il segretario di CasaPound, l’Italia non ha ricevuto nessun giovamento dalla permanenza nell’Unione europea e in quella monetaria: “Gli stipendi sono fermi da vent’anni: una volta con uno stipendio medio alto un lavoratore poteva pensare di comprare una casa, fare un paio di bambini e maturare una pensione, oggi quando anche entrano due stipendi in euro in famiglia, si arriva alla fine del mese con l’acqua alla gola e non si riesce a risparmiare nulla. Una moneta svalutata ci renderebbe più appetibili nei confronti dei mercati esteri che preferirebbero comprare i nostri macchinari, i nostri prodotti e la nostra agricoltura piuttosto che andare in Francia, Germania o Spagna, le nostre esportazioni salirebbero. E ripartirebbe anche il nostro mercato interno, potremmo alzare i salari e abbassare le tasse. Ciò che non è stato fatto da questo governo che si è fatto imporre il deficit al 2% dalla Ue”.

Prima gli italiani per davvero

Simone Di Stefano è critico con il governo gialloverde sulla gestione dell’immigrazione. In particolar modo l’accusa è rivolta alla Lega, rea di non aver fatto nulla sul terreno della “preferenza nazionale” e lo Stato sociale e di aver ceduto alla “sinistra” 5 Stelle: “Questo governo ha fatto proprio lo slogan ‘prima gli italiani’, ma dopo un anno se vi iscrivete in una graduatoria per avere una casa popolare o qualsiasi assistenza sociale, voi poveri italiani, noterete che siete ancora gli ultimi. Per questo noi dobbiamo stare nelle periferie dove il Movimento 5 stelle ha deciso di paracadutare gli stranieri o altri per metterli sopra gli italiani.

Davide Romano

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