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Roma, 29 lug – Diciamo che non è affatto male predicare la decrescita felice e poi farsi immortalare nei rinomati locali della Sardegna estiva, pubblicizzando quella piccola imitazione di “vita smeralda” di cui possono esser degni solo personaggi dello spettacolo come De Sica e Jerry Calà, mentre assai poco si addice al nostro tenero ministro del Lavoro partenopeo. Al Liò, esclusivo locale notturno della Costa Smeralda, si è recato Giggino Di Maio accompagnato dalla fidanzata. E tutto bene, se non fosse per i predicozzi con cui ammorba l’interno paese da ormai troppi anni.

Eravamo abituati a Beppe Grillo e alla sua sconvolgente volgarità di modi e di mezzi, con quella sguaiataggine con cui moraleggiava tutto l’anno per l’interno Stivale per poi darsela a gambe a bordo di una barca il cui movimento certamente inquina più delle automobili che egli, stupidamente, voleva e vorrebbe ipertassare. I saggi dicono che chi fa la morale è un immorale e, aggiungiamo noi, anche un po’ avventato, perché si corre sempre il rischio di incontrare sulla propria strada chi è in grado di esibire una morale più pesante e opprimente. Eppoi il principio di realtà dovrebbe indurre chiunque a rimanere coi piedi ben piantati a terra senza svolazzare nei cieli del perbenismo ecologista, umanitario, fiscale, antifascista e chi più che ha più ne metta. Ma ai grillini tutto questo non vuole e non può entrare in testa, essendo le loro menti ottenebrate dal verbo moralista di coloro che, autodefinendosi migliori, pretendono di appiattire l’umanità intera sul loro grottesco livello di insulsa perfezione.

Coerenza grillina

E non è da persone perfette né corrette andarsene in Sardegna a gozzovigliare nei locali esclusivi, non perché ciò configuri un reato, ma perché nell’astratto codice etico che accomuna tutti i moralisti si legge chiaramente che una vacanza smeralda è uno schiaffo dato in faccia a coloro che al contrario possono solo permettersi le vacanze di merda. Se in Parlamento vai con l’autobus anziché con l’auto blu, simbolo principe del privilegio di kasta, d’estate dovresti quanto meno, per rimanere a contatto con coloro che sobilli, startene a casa evitando d’usare il condizionatore, godendoti il caldo africano che purtroppo non puoi fermare oltre le tue frontiere. La coerenza prima di tutto, perché nel solito codice etico del buon demagogo si legge a chiare lettere che il politico onesto è il politico che dice di esserlo, e non quello capace. E la honestà, al tempo di Di Maio, è la sobrietà elevata all’ennesima potenza che va a braccetto col culto della pochezza, della povertà, dell’etica misera, dei calzoni sdruciti e rattoppati con l’amore di tutto il mondo. E imégin ol de pipol cantata in dolente coro.

Ricordate Di Battista in Erasmus negli shit holes all over the world? Entusiasta come neanche un ventenne in crisi ormonale e d’identità, è andato sudare nelle foreste per imparare il nuovo modo di fare sviluppo. Poi, tornato qui, non ha spiccicato parola. Si vede che gli appunti li aveva dimenticati in Africa o Asia o America Latina. Chissenefrega, l’essenziale è che la cortina di squallida demagogia e chiacchiericcio rimanga alta. Ma con Di Maio, e con molti altri finti umili, si sta abbassando e così viene a galla la vera natura dell’essere umano grillino: la comodità non fa schifo, anzi, e mentre distribuiscono redditi di mantenimento manco fossero degli ex mariti, predicando la decrescita per assaporare il senso della vita, ingannano il tempo attovagliandosi con gente che la kasta se la mette sotto braccio coi giornaloni da leggere in spiaggia: si attovagliano col mondo patinato e pacchiano che i loro elettori possono tutt’al più ammirare sulle riviste estive di gossip.

Se il divano “addivana”

Agli Stati Uniti facciamo concorrenza: la terra dei sogni che si avverano è ormai divenuta l’Italia, con un ex bibitaro dello stadio San Paolo, oggi ministro del Lavoro, avvezzo a frequentare location dove, a notte, spendi un reddito mensile di cittadinanza. Mandato zero e faccia di tolla. È il grillino riscopertosi bon vivant, lussurioso ma incapace di vivere con disinvoltura quel mondo che fino a pochi anni fa anch’egli guardava incuriosito da una delle riviste scandalistiche. Alza il mignolo per darsi un tono e non ha capito che il tovagliolo va tenuto sulle gambe e non conficcato nel collo della camicia. E camicia, in Costa Smeralda, si dice con una emme sola. È fuori luogo e fuori contesto. La strada del consenso è perduta, il divano, come si suol dire, addivana. Gli rimarranno gli hotel, rigorosamente a 5 stelle.

Lorenzo Zuppini

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5 Commenti

  1. Mio caro chi se ne importa se si fa una vacanza 5 stelle mi ricordo una barca a vela di dalemail da 3 milioni di euro poi misteriosamente intestata a certe società mi ricordo di uno che dopo appena 1000 giorni di governo si è comprato una casa da mezzo milione e suo cognato in Spagna pure ..a me sti finti democratici con soldi inesistenti …andiamo a vedere la fondazione di Prodi eccecc cominciamo a vedere questo invece che fare le pulci a una vacanza di uno con uno stipendio ottimo e senza figli a carico

  2. Sono soldi tuoi, che scrivi queste cazzate ignobili? Sono soldi delle tasse o sono soldi di quello che resta dallo stipendio di parlamentare dopo aver detratto volontariamente, a differenza di tutti gli altri parlamentari, la cifra che andrà restituita? Che se li spenda come cazzo vuole a me non da nessun fastidio. Mi ha dato fastidio che tu abbia scritto il particolare che DI Maio sia ministro partenopeo ed è questo che ti rosica? Ha ragione il Di Battista:”giornalisti puttani”.

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