Roma, 1 set – Ora Roberto Saviano se la prende con Dio Patria Famiglia, come riporta Libero. E lo fa superando anche quell’altro genio di Monica Cirinnà, che con il suo celebre “cartello” già aveva fatto scalpore.

Per Saviano Dio Patria e Famiglia sono “un crimine”

Diciamolo, ci mancava, Robertino. È da un po’ che le sue uscite fanno meno scalpore del solito. È da un po’ che non possiamo nutrircene per poi prenderlo di mira senza pietà (dialettica, s’intenda, prima che qualcuno s’offenda). E sarà anche per questo che Robertino, negli anni, diventa sempre più ridicolo nelle uscite pubbliche, forse per attirare un’attenzione che percepisce calante. Noi siamo qui per dargliela tutta, l’attenzione. Certamente, non per elogiarlo, ma così piccolino e all’apparenza indifeso, il Saviano che se la prende con il motto “Dio Patria e Famiglia” va in qualche maniera tutelato, come una specie in estinzione attenzionata dal WWF.

La sparata di Saviano è l’ultimo atto di rigurgito successivo alle dichiarazioni del direttore d’orchestra Beatrice Venezi, con la sua recente difesa dei valori conservatori, espressi con queste parole: “Ringrazio i miei genitori per avermi insegnato il pensiero critico e a non parlare come la Cirinnà: Dio, patria e famiglia sono i miei valori” . Ovviamente Monica Cirinnà non poteva non essere della partita, e aveva risposto così: “Ringrazio la Venezi per aver ricordato che loro si rifanno agli stereotipi patriarcali del ventennio e noi, invece, no!”.

Perché il fascismo non può mancare mai, quando si ha una fede religiosa, quando si vuole difendere casa propria, quando si vuole avere una famiglia unita e compatta. Tutte cose orribili, neanche degli aspetti che possono non piacere, ma addirittura dei disvalori. Anzi, dei crimini. Perché qui entra in scena Robertino, che sul treno ci vuole salire. E ieri pomeriggio lo fa “sfottendo” i leader di centrodestra e scrivendo queste parole: “Dio, patria e famiglia, slogan in uso prima del fascismo, diventa sintesi della visione di Mussolini. Dio come unica verità, Patria come confine da difendere, Famiglia come monopolio dell’affetto. Dio, Patria e famiglia, così declinati, non sono valori, sono un crimine”. Insomma, è un crimine credere in una verità, è un crimine difendere casa propria ed è addirittura un crimine avere dei cari a cui si vuole più bene. Fantastico.

Sempre meno fantasia

Come quando disse che l’amore libero affrancava dalla mafia, Saviano anche in questo caso cerca la pulce necessaria a riempire i titoli dei giornali. Probabilmente, non importa come. Basta che si parli di lui. Qualcuno criticherà il fatto di dargli tante attenzioni, chi scrive pensa che in realtà la questione faccia parte del gioco a cui l’autore (che si spaccia per giornalista) si è prestato consenziente.

Ma le uscite che provocano attenzioni pubbliche “non importa come” sono cariche di una zavorra pesantissima: la mancanza di originalità e di creatività. Avviene, sovente, quando non si ha nulla da dire. E Roberto Saviano non ha nulla da dire da anni. Ammesso e non concesso che sia mai stato ispirato da contenuti reali.

Stelio Fergola

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta