Roma, 18 giu – “Ma fai la casalinga per piacere”. Una frase che ci si aspetterebbe da un “fasciopopulista”, usata da qualche becero fan del Patriarcato per silenziare i discorsi di una femminista; squadrismo digitale, come direbbe piagnucolando la Murgia. Peccato, invece, che questa frase è stata scritta da Giovanni Vurchio, segretario cittadino del Partito Democratico di Andria, a commento di una diretta Facebook di Giorgia Meloni. Per cui tutto normale: quando ad essere oggetto di commenti “sessisti” sono donne che non appartengono allo schieramento progressista, ogni colpo è consentito, vale tudo. Gli ha risposto la stessa Meloni: “Il signore che commenta così una mia diretta è il segretario cittadino e consigliere comunale del Pd ad Andria. Ecco a voi il famoso rispetto delle donne della sinistra, che poi usano ‘casalinga’ come se fosse una offesa. Ma quanto sono tristi e ipocriti?”. Vuoto pneumatico, silenzio tombale da parte di femministe, deputate e altre figure istituzionali femminili all’interno dei dem.

La condanna di FdI in sostegno della Meloni

Il deputato barese di Fdi Marcello Gemmato ha condannato così l’accaduto: “Al momento non sappiamo cosa pensano dell’accaduto le femministe e paladine delle desinenze al femminile del Pd, ma auguro a Vurchio non solo di diventare un giorno leader nazionale di un partito ma anche di riuscire a portarlo ad una crescita a due cifre, lenta e costante, perché si sa che salire di corsa e precipitare all’improvviso può far male alla testa”.

La toppa peggiore del buco

Vurchio, la cui pagina Facebook è stata sommersa di messaggi di insulti, ha cercato di metterci la proverbiale pezza – che in modo ancora più proverbiale, ha fatto più danni del buco, vittimizzandosi e sollevandosi da ogni responsabilità: “Direi che il segretario provinciale del partito Fratelli d’Italia, è stato abilissimo nell’utilizzare una mia infelice espressione come strumento mediatico e ci è riuscito benissimo“, scrive in un post.  “Qualora avessi ingenerato tale significato, chiedo pubblicamente scusa a tutte le donne comprese quelle che mi circondano anche perché ho, da sempre, considerato il loro ruolo fondamentale sia nella società che all’interno della famiglia. Le donne sono protagoniste autorevoli e responsabili dello sviluppo sociale e mai, dico mai, avrei potuto offenderle, vanno sempre e comunque rispettate”. Un “sempre e comunque” che non vale per un’avversaria politica che Vurchio si è pregiato di silenziare relegandola “ai fornelli” – come se quest’ultimo compito fosse degradante e sminuente per una donna. Ma il capolavoro lo compie spiegando che “È vero, ho fatto una battuta offensiva ma rivolta al solo personaggio politico racchiuso nella sua persona”. “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”, commenta un utente. “Ma lei collega il cervello alla bocca prima di parlare? Le sue scuse non ingannano nessuno“, gli fa eco un’altra. E poi: “Signori si nasce… vero?”, “Pensiero politico travisato?!? Invitare a fare la casalinga un leader di partito è un pensiero politico? Beh… è ovvio che con questi pseudo pensieri politici il Pd perda voti!”, e così via. Intanto, sotto le “scuse”, gli insulti non accennano a diminuire.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. PD è acronimo di Partito Debenedetti (tessera n. 1) , partito azienda , altro che FI di Berlusconi !
    Non ha idee/ideale , deve solo portare soldini al patron e ai suoi
    lecchini + fidati .
    Eravamo 4 amici al bar e abbiamo fatto insider trading ….
    (dare notizie di attività di governo sulle banche ad uno speculatore di borsa mi pare sia ANCORA un reato ! anche se NON é stato perseguito/indagato …..) .
    Poi cazzeggiano di MeToo o antifa , qualche cazzata devono pur
    dirla no ? Soprattutto insulti a chi non fa parte del loro business ..

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