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Roma, 12 apr – Per la prima volta al pubblico la Domus Transitoria, la prima grande villa di Nerone sul Palatino. Dismessa e interrata dopo l’incendio del ’64 dallo stesso Nerone, fu “rimpiazzata” con la più grande Domus Aurea.

Dieci anni di restauri

Dieci anni di restauri e messa in sicurezza degli ambienti: al pubblico ora sono presentati circa 800 metri quadrati, con visite dal lunedì al venerdì per gruppi ristretti e accompagnati da guide. I lavori di costruzione della Domus Aurea e gli scavi settecenteschi hanno strage della reggia di Nerone, che prenderebbe nome dal fatto che si estendeva dal Palatino all’Esquilino.

Proiezioni in 3D aiuteranno i visitatori a comprendere le dimensioni e la ricchezza della domus neroniana, coi suoi ricchi marmi colorati, le fontane zampillanti e colonne di porfido rosso a perdita d’occhio. La direttrice del Parco archeologico Russo pone tuttavia l’accento sul rigore scientifico delle ricostruzioni.

Per tre anni  al percorso sono gentilmente “offerti” dal Museo Nazionale Archeologico di Napoli alcuni affreschi: due grandi fregi e una serie di formelle probabilmente attribuibili a Famulus o Fabullus, il pittore della Domus Aurea citato anche da Plinio. Nerone stava qui sperimentando la sua idea di reggia all'”orientale”, estesa su quasi tutta la città.

Ilaria Paoletti

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