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San Giuliano Terme, 6 mag – Due giorni fa alcune donne hanno “accolto” il comizio di Matteo Salvini a San Giuliano Terme in provincia di Pisa intonando “Bella Ciao” come forma di protesta. Oggi sulla pagina Facebook del vicepremier leghista è stato pubblicato il video della contestazione con un commento ironico: “Però, tante e intonate! “Bella Ciao” anche a voi”, con tanto di emoticon con la faccina che manda un “bacino”. Toni “perculatori” anche per il titolo del video scelto da Salvini: “Coretto antifascista”.



La sinistra e gli assist a Salvini

Del resto con avversari così il ministro dell’Interno ha gioco facile. Una contestazione realizzata da una decina di donne che a malapena riescono a srotolare uno striscione, alzare il pugno e cantare (male) “Bella Ciao” comunica immediatamente un senso di sconfitta da parte dei contestatori. “Mi ricordano i musicisti del Titanic che continuano a suonare mentre la nave affonda”, recita uno dei commenti degli utenti che ha ricevuto più “mi piace” sul post del leader leghista.

Un rituale di protesta svuotato di ogni significato e incapace di esprimere la benché minima “conflittualità”, per utilizzare un lessico familiare alla sinistra. L’ennesima conferma che la retorica della resistenza, le celebrazioni del 25 aprile e la stessa “Bella Ciao” altro non sono che una “clava” che la sinistra tenta di utilizzare ogni volta contro l’altra parte politica, provando ad affermare un “antifascismo costituzionale” estraneo ai sentimenti più profondi del popolo italiano.

Davide Di Stefano

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