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Roma, 19 dic – Il marchio “luxury” Prada è stato accusato di razzismo su Twitter da Chinyere Ezie, avvocato americano per i diritti civili. Prada ha recentemente messo in vendita una collezione chiamata “Pradamalia”. Il tema di questa collezione è una serie di creature fantastiche di ispirazione animale. La “creatura fantastica”  oggetto della polemica è una statuina di colore nero con grosse labbra rosse. Secondo la Ezie sarebbe incredibilmente somigliante al protagonista del cartoon “Little Black Sambo” del 1935, ovvero a un bambino afroamericano ritratto seguendo i caratteri stereotipici della popolazione africana, ricorrenti nella cultura popolare degli Stati Uniti (almeno fino alla fine dell’apartheid).



Il personaggio creato da Prada si chiama in realtà “Otto” ed è una scimmietta dunque evidentemente non voleva in nessun modo fare riferimento al cosiddetto “blackface”, il make up da “palco” utilizzato dagli attori bianchi per interpretare le parti dei neri in epoca “vaudeville” (ed ora considerato razzista). Tuttavia, l’assurda accusa di razzismo nei confronti della maison ha preso piede via Twitter ed è diventata virale. In seguito a ciò, la casa di moda si è trovata costretta a ritirare tutti i prodotti recanti la figurina della scimmia Otto. Prada ha anche “dovuto” rilasciare, seppur palesemente innocente rispetto alle accuse mossegli, una dichiarazione di scuse: “Da Prada ci impegniamo nel creare prodotti che celebrino le diverse mode e bellezze delle culture del mondo. Vogliamo esprimere il profondo dispiacere e le nostre sincere scuse per i prodotti di “Pradamalia” che sono risultati offensivi. Sono stati rimossi dal mercato e non saranno venduti”.

Tutto questo senza tenere conto che Prada, storicamente, è tutt’altro che razzista. Anzi è stata una delle prime case di moda ad avere per protagonista assoluta la “pantera nera” Naomi Campbell nel 1994. Si tratta insomma dell’ennesima polemica che con i diritti civili dei neri in America ha ben poco a che fare, ma che è arrivata a costringere persino un colosso della moda come Prada al ritiro della merce pur di non dover affrontare un “sospetto” di razzismo.

Ilaria Paoletti

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