Roma, 12 gen – Drusilla Foer sarà all’Ariston il 3 febbraio, alla prima del Festival di Sanremo, come rende noto l’Ansa. Ovviamente è scattata la macchina comunicativa progressista, e la parola “inclusività” la fa da padrone

Drusilla Foer a Sanremo: “Finalmente un festival inclusivo”

Ci sarebbe da chiedersi, come ormai da decenni facciamo, cosa ci sarebbe “da includere”. Ma facciamo finta di ignorare per l’ennesima volta le ragioni logiche di un’ossessione tanto marcata, le quali evidentemente sono inesistenti, visto che non v’è alcuna “esclusione”, se non quella che sta nella testa dei progressisti. Ciò detto, il signor Drusilla Foer (che in realtà è un uomo, tale Gianluca Gori, attore fiorentino che ha “generato” questo suo alter ego donna, una specie di signora Coriandoli del tempo presente. Ma con la stramberia di proporsi alle battaglie per la famigerata “inclusione” non si sa bene di cosa o chi.

Su Twitter, però, festeggiano. L’inclusività, appunto. “Finalmente un ottimo motivo per guardare Sanremo”: e la miseria, addirittura. Poi: “Le grandi battaglie si fanno coi piccoli passi…per me Drusilla Foer a Sanremo è un passo enorme, un messaggio di inclusività che la trasmissione italiana più popolare manda al Paese. Proud #Sanremo2022“. “Era ora che la TV in prima serata ci gratificasse di vero charme e talento“. E infine la perla delle perle che non poteva non citare il difensore di tutti gli lgbt che vengono attaccati: “Non abbiamo avuto il Ddl Zan ma almeno abbiamo Drusilla Foer a Sanremo”.

Ora, per non guardare Sanremo ci sarebbero tanti motivi. Oppure no. Insomma, non infognamoci troppo in questioni di gusti. Ma che addirittura lo charme e il talento vengano solo dal personaggio transgender, dopo anni di chissà quale magra (in fin dei conti a Sanremo c’è stato Fiorello di recente, che non ci pare esattamente una figura priva di talento, ma si sa, chi non strizza l’occhio al mondo Lgbt sembra quasi lo sia a prescindere, per lo meno andando avanti di questo passo) ci pare un tantinello eccessivo.

Chi è Gori

Gianluca Gori è appunto un autore e attore toscano. Sue intepretazioni famose sono due: Eleganzissima, recital fra musica e racconto, e Venere Nemica, ispirato alla favola di Amore e Psiche. Gori è stato l’anno scorso la voce dell’Histoire du Soldat di Stravinskij, al Teatro Olimpico di Vicenza. È anche autore di un libro, “Tu non conosci la vergogna. La mia vita eleganzissima”, edito da Mondadori.

Stelio Fergola

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1 commento

  1. di per sè la “signora Coriandoli” non aveva niente di morboso. E c’è stato un altro toscano di notevole talento che aveva tra i numeri più rilevanti del suo repertorio proprio il travestimento femminile: Paolo Poli. Ma chi parlava di “inclusività” allora?

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